Bartocci: «Sbagliato l’atteggiamento»

Il coach teatino non si aspettava la vittoria, ma chiedeva ai suoi più aggressività
TREVISO. Non che coltivasse eccessive illusioni, coach Maurizio Bartocci, ma nemmeno immaginava di tornare a casa con 33 punti sul groppone. «Non c'è molto da dire», mormora sconsolato, «Treviso ha dimostrato tutta la sua forza e qualità, abbiamo subito in ogni parte del campo. Per dire, loro hanno preso il doppio dei rimbalzi, 9 offensivi nel solo primo quarto, quasi mi vergogno a dirlo. E poi scarse alternative in attacco, dove siamo stati monotematici, quasi mai un penetra e scarica o cambio di lato. Ovviamente molto merito ce l'ha la De' Longhi: grande energia e intensità difensiva, capacità di chiuderci dentro l'area. Inutile guardare i numeri, la cosa che mi preoccupa di più è l'atteggiamento: qui se giochiamo 100 volte 99 le perdiamo, loro hanno una qualità doppia ma da chi lotta per la salvezza mi aspetto che se la giochi con energia ed aggressività, quelle che ad esempio avevamo messo in campo contro la Virtus. Stavolta la miglior difesa del torneo ci ha totalmente distrutto». La sosta che Treviso non ha avuto può aver influito? «Non credo. Avevamo vinto con Piacenza ma c'erano state tre gare in una settimana, dispendiose dal lato nervoso, la realtà è che l'approccio e l'atteggiamento sono stati pessimi. All'inizio eravamo anche riusciti a restare a ruota ma c'erano già troppi rimbalzi d'attacco per Treviso. DeCosey? Ci teneva a far bene, aveva voglia: lui è un giocatore che se inizia bene si esalta, ma in campo non ha fatto granché, anzi ha sbagliato tanto: è stato quello che giocava da voi». Matteo Piccoli rientrava dopo tre mesi, sperava in ben altra serata: «Chiaro. Un peccato perché davanti ad un pubblico così incredibile fare una prestazione così è stato veramente brutto. E come dice il coach si vedeva che Treviso con i rimbalzi offensivi avrebbe potuto andarsene in qualsiasi momento. Se a giocatori di tale qualità lasci fare ciò che vogliono allora non ci sono speranze: se magari fossimo riusciti ad impedirgli di fare qualcosa, un minimo di speranza avremmo potuta averla. Noi dal punto di vista del talento siamo un passo indietro, forse due: dovevamo sopperire con altre qualità, non ci siamo riusciti. Che andasse male l'abbiamo visto immediatamente, mai siamo riusciti a tenere la loro fisicità, l'atletismo ed il contropiede: loro sono tutti più grossi di noi e in difesa ci siamo trovati anche quattro contro uno. Pazzesco».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

