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Basket, il movimento è in affanno: l’Abruzzo perde altri pezzi

10 Giugno 2026

Il bilancio della stagione. Le retrocessioni di Vasto, Amatori e Roseto sono il riflesso di un anno complesso. Ma poi ci sono l’esempio virtuoso delle Panthers e la costanza del NB Aquilano. (Nella foto, la festa delle Panthers Roseto).

Se Atene piange, Sparta non ride. Un detto antico che può applicarsi benissimo alla pallacanestro abruzzese che nella stagione appena conclusa ha registrato tre retrocessioni, riducendo ulteriormente il numero di formazioni locali presenti in serie B. Basta riavvolgere il nastro di due anni per comprendere la portata drammatica di questi ultimi mesi. Nella stagione 2024/2025 in serie B Nazionale figuravano il Chieti e Roseto, mentre in B Interregionale addirittura le squadre abruzzesi erano ben sei: il Nuovo Basket Aquilano, la Tasp Teramo, Vasto, il Roseto 20.20, l’Amatori Pescara e il Pescara Basket. Quello fu un anno agrodolce in quanto, mentre verso febbraio 2025 i teatini, dopo mille peripezie e difficoltà economiche, annunciavano la rinuncia a proseguire il campionato, nonostante in campo la giovane squadra del tecnico Lino Lardo faceva faville, pochi mesi dopo la Liofilchem Roseto avrebbe festeggiato la promozione in serie A2 al Taliercio in gara 3 della finale play off contro Mestre.

Guardando al piano inferiore, invece, Pescara Basket, formata in sinergia col settore giovanile dell’Unibasket Lanciano, non riuscì ad evitare la retrocessione in serie C unica, a dispetto delle altre abruzzesi che blindarono la categoria. Prima che alcune vicende extra campo cambiassero gli equilibri territoriali. Infatti, nell’estate scorsa la Tasp, nonostante la salvezza diretta, ha preferito riposizionarsi in DR1 (l’attuale serie D abruzzese) e il Roseto 20.20, considerando anche la promozione della Liofilchem in A2 maschile e delle Panthers in A1 femminile, ha optato per un passo indietro, trasferendo il titolo a Jesi del tecnico rosetano Domenico Sorgentone. Pertanto, da sei si è passati a solo tre squadre in quella che una volta si chiamava serie B2 e, nel computo generale, da otto ad appena quattro (considerando anche le uscite di Chieti e Pescara).

Un panorama già drammatico di per sè ha mietuto altre vittime nelle ultime settimane. Roseto non è riuscita a salvarsi in A2, dopo aver impiegato cinque stagioni (e quattro finali play off) per il salto di categoria, ripartendo in B Nazionale insieme al tecnico Franco Gramenzi. Invece, si è consumata una doppia cocente retrocessione in serie C per Vasto e l’Amatori, al culmine di una stagione dalla aspettative diametralmente opposte: i biancorossi del tecnico Cazzorla puntavano ad una salvezza tranquilla, col sogno dei play off e, invece, sono entrati in una spirale negativa senza soluzione; i pescaresi del tecnico Di Iorio, allenati inizialmente da coach Trovò prima dell’esonero e rinvigoriti dall’allenatore subentrato, sono stati condannati alla stessa sorte sabato scorso in Piemonte contro il Don Bosco Crocetta.

Chi sorride? Sicuramente le Panthers Roseto che, al primo anno in A1, sono arrivate in semifinale play off sfiorando l’impresa contro la corazzata Reyer Venezia; e poi L’Aquila arrivata ai play off promozione, salvo uscire al primo turno contro Matera. Due anni fa erano in otto squadre, l’anno scorso in quattro e l’anno prossimo in due. Questo è il riflesso di una fase delicata per il movimento regionale, che però può e deve ripartire dall’entusiasmo di piazze storiche come Roseto, Vasto, Pescara e tante altre, a lungo protagoniste del basket nazionale.