«Basta figuracce, ora cambio la Roma»

Di Francesco tuona e ordina il ritiro. Pallotta: «Sono disgustato»
BOLOGNA. Un’altra sconfitta dopo quella di Madrid. Questa più rovinosa. La Roma rilancia il Bologna che non aveva mai vinto né segnato in questo campionato. Giallorossi sterili. Tanto possesso palla, qualche occasione da rete fallita, ma in balia dei rossoblù che lottano e vincono con il cuore. Roma contestata dai tifosi e da ieri sera in ritiro a Trigoria per preparare la sfida di mercoledì contro il Frosinone. «Andate a lavorare, andate a lavorare», gridano al fischio finale. Dopo il gol del 2-0 di Santander, il pubblico romanista spazientito comincia a fischiare e a irridere con cori di scherno i giallorossi. «Vogliamo un tiro in porta», è il coro che si alza dallo spazio riservato ai romanisti, che poi intonano anche il più classico «andate a lavorare».
È scuro in volto, nervoso, invece, il mister Eusebio Di Francesco. Dopo cinque giornate la Roma ha solo cinque punti, ha subito già due sconfitte e pur cambiando gli interpreti del gioco il risultato non cambia. «Devo scegliere gli uomini giusti», sostiene il tecnico giallorosso in conferenza, «e non fare più errori. Devo avere la convinzione di far ripartire la Roma, sono uno abituato a combattere. In questo momento tante cose non vanno bene, i numeri sono schiaccianti, ora dobbiamo trovare la forza di reagire». La panchina di Di Francesco ora scotta. «Noi siamo legati ai risultati», ha aggiunto, «l'allenatore è sempre sulla graticola». Per la squadra giallorosa questo è un «momento delicato» riconosce subito il mister. «I giocatori non hanno fatto quello che ho chiesto, ma non è la prima partita, anche lo scorso anno è successo». Per l'ex allenatore del Sassuolo la squadra non sta «dimostrando attaccamento». Nel primo tempo la Roma ha provato a costruire qualcosa, ma nel secondo tempo è sparita. «La Roma può e deve fare meglio di così. Sono entrati Pastore, Kolarov e Under, la rosa c'è, bisogna responsabilizzare tutti. Abbiamo preso due gol e rischiato di prenderne altri due. Ora dovrei stare zitto e pedalare, anche io. Dobbiamo reagire, non mi va più di prendere schiaffi». Il mister prova a rimanere calmo e a chi gli chiede se la Roma ha una rosa sopravvalutata risponde così: «Adesso, per quello che stiamo dimostrando, sì. Le critiche ce le prendiamo, le offese no. Per me è onore allenare la Roma e mi fa rabbia non riuscire a trasmettere le cose». I tifosi hanno perso la pazienza. «I tifosi ci hanno incitato sino all'85', giustamente si sono stufati, sta a noi accettare e poi rispondere sul campo».
Dal Dall’Ara agli States. «I am disgusted». Indignato, disgustato. Parole del presidente James Pallotta che ha rilasciato un secco commento al portale in lingua inglese 'Romapress.us'.
In difesa di Eusebio Di Francesco si schiera Daniele De Rossi. «Continuare con questo allenatore o voltare pagina? Se è lo stesso che ci ha portato in semifinale di Champions e con cui comunicavamo, non vedo perché debba essere preso come colpevole solo lui. Per battere Bologna e Chievo, con tutto il rispetto, non c'è bisogno di avere Guardiola in panchina. Non mi sembra il momento di dare tutte le colpe all'allenatore. Ora c'è il senso illogico di quando le cose vanno male e sembrano impossibili da invertire», conclude il centrocampista, «ma secondo me ne possiamo venire a capo».

