Bellia non molla: Chieti, vado avanti per il bene della città

12 Novembre 2014

Il presidente nel mirino degli ultrà non si dimette I tifosi sono sul piede di guerra e incontrano la squadra

CHIETI. «Ho deciso di andare avanti». Walter Bellia spiazza tutti: il presidente del Chieti non rassegna le dimissioni e rimane alla guida della società neroverde. La decisione è arrivata ieri pomeriggio dopo una lunga riunione allo stadio durata più di un’ora. Era presente la dirigenza al gran completo: il vice presidente Walter Costa, il consigliere Mario Mancaniello, il direttore sportivo Omar Trovarello. E, ovviamente, il presidente Bellia. Che, nonostante la contestazione dei tifosi, non si dimette e va avanti. «Al termine della riunione ho deciso di proseguire la mia attività di presidente di una società che ancora una volta dimostra serietà e serenità», scrive Bellia in una nota, «tutto ciò nell’interesse della Chieti sportiva, della squadra, della società e dell’immagine della città nel mondo del calcio».

Poche parole per comunicare una decisione che provoca una rottura totale con gli ultrà della curva Volpi che domenica scorsa avevano chiesto le dimissioni di tutta la dirigenza e annunciato lo sciopero del tifo nelle partite casalinghe se fosse rimasta ancora questa società. La posizione della tifoseria neroverde non cambia e la protesta continuerà a oltranza fino a quando non ci sarà un rinnovamento societario.

Ieri sera gli ultrà hanno anche incontrato una delegazione della squadra (il capitano Del Grosso, Cucinotta, Rapino e Vitale) chiarendo che la loro contestazione è rivolta alla società. Il tutto a pochi giorni dalla sfida casalinga contro la capolista Maceratese. «Dobbiamo rimanere tranquilli e pensare solo al campo cercando di non lasciarci influenzare da questa situazione», ha detto il tecnico Donato Ronci. «Domenica affronteremo in piena emergenza la capolista Maceratese, ma daremo il 110%». Ronci poi precisa alcune dichiarazioni rilasciate nel dopo partita con la Vis Pesaro.

«Quando ho detto che il Chieti non è il Real Madrid era solo in riferimento al campionato dove ci sono squadre come la Maceratese, la Sambenedettese, il Campobasso, il Matelica e la Civitanovese, che hanno speso più del doppio di noi. E mi riferivo a certi addetti ai lavori, anche colleghi, che nelle televisioni si permettono di dare giudizi facendo finta di non sapere che ogni settimana abbiamo molti problemi di formazione causa infortuni. Per me allenare il Chieti è un onore e insieme ai ragazzi darò la vita per questa maglia».

Una buona notizia per i tifosi arriva dalle parole di Vittorio Esposito, leader della squadra e idolo della tifoseria, che giura fedeltà al Chieti. «Qui sto bene e voglio rimanere», spiega l’attaccante molisano che contro la Maceratese non sarà in campo perché squalificato, «di offerte da altre società ne ho avute, ma qui mi sento come in una famiglia perché ho dei compagni straordinari e non ho nessuna intenzione di andare via. Adesso stiamo attraversando un brutto momento, è inutile negare che abbiamo delle difficoltà ma ai tifosi dico di starci vicino perché solo tutti uniti possiamo andare avanti. Quello che posso promettere è che noi in campo daremo tutto fino alla fine». Ma tra società e tifoseria ormai è guerra aperta. E non sembrano esserci margini di tregua.

Giammarco Giardini

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