Bentivegna, il fedelissimo fa commuovere Baldini

L’attaccante biancazzurro: «Il mister tratta i calciatori come dei figli. Per me è come un padre»
PESCARA. La Sicilia nel cuore, la serie B con il Pescara come unico obiettivo. Accursio Bentivegna ha sempre il sorriso stampato sul volto quando racconta storie e curiosità della sua vita e quando parla di Silvio Baldini. «Per me il mister è come un padre». Bentivegna ci ha messo meno di un secondo a far capire a tutti l’importanza della figura di Silvio Baldini, allenatore in campo e punto di riferimento della squadra. E il mister qualche giorno fa si è commosso in conferenza. «Bentivegna ha detto così? Lo ringrazio, queste cose mi toccano». Due gol segnati dal peso specifico notevole ( Terni e Ascoli), il rigore procurato contro il Pontedera e tanta, tantissima qualità al servizio della squadra. Il racconto di Accursio Bentivegna inizia con un segreto dell’infanzia. «A scuola nella mia Sciacca ero molto timido. Facevo anche fatica a leggere e a farmi capire. Lo psicologo allora mi consigliò di iniziare a giocare a calcio. Tutto è nato così. Poi, ho fatto tanti provini e andò anche bene quello con l’Inter, ma dissi no perché non potevamo spostarci con la famiglia. Ed è iniziato il mio percorso al Palermo. A 17 anni mi allenai con Paulo Dybala (ora alla Roma, ndc) e ho conosciuto tanti grandi calciatori. In allenamento ho fatto anche qualche gol con loro. Baldini, invece, l’ho conosciuto a Carrara. Mi ha colpito subito, per lui i giocatori sono come figli. Arrivammo ai play off nella prima annata, poi successivamente abbiamo sfiorato la B in quella semifinale con il Bari». Quella B che Baldini ha conquistato a Palermo. «Vero e a gennaio il mister mi chiamò. Ma ero della Juve Stabia e non potevo muovermi». Poi, in estate il tecnico l’ha richiamato qui a Pescara. «E questa volta non potevo di certo dire di no…».
Dopo quasi tre mesi di campionato Bentivegna e Baldini con il Pescara sono primi in classifica nel girone B della serie C. E tutto è iniziato proprio con un gol a Terni dell’esterno offensivo biancazzurro. E il racconto fa davvero sorridere. «Io avevo calciato in porta, ma era un tiro centrale e il portiere era piazzato. Allora mi sono girato e non mi sono accorto di nulla. Poi, i compagni mi hanno abbracciato e ho capito tutto…». Altro gol importante ad Ascoli. «E non ho esultato per rispetto di una piazza che mi ha sempre trattato bene». Bentivegna sorride quando si parla di Pesaro, ma preferisce guardare al futuro. «Ci sarebbe tanto da dire su quella partita, ma andiamo avanti. Siamo una squadra costruita ad immagine e somiglianza del nostro mister. In campo e anche fuori dal campo come gruppo. E allora ai tifosi dico che daremo sempre il 100% e, continuando così con il loro sostegno, arriveremo al nostro obiettivo». Bentivegna, cresciuto con Del Piero come idolo, saluta e lo fa sempre con il sorriso. Ora c’è l’Arezzo da affrontare e ci sono tre punti da riportare a casa.
Dal campo. Ancora a parte Mulé alla ripresa degli allenamenti, domani solito test amichevole del giovedì. La gara di Arezzo, diretta su Rete8 dalle 15, sarà arbitrata da Roberto Lovison di Padova.
Enrico Giancarli
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