Boni: Chieti, linea verde ok Roseto ha bisogno dei tifosi

ROSETO. Lo hanno chiamato in mille modi: Aeroplanino, Mitraglia, Super e Over Mario. Amato ed odiato, Mario Boni, grazie anche al lavoro da commentatore tv su Sky, è diventato negli anni un...
ROSETO. Lo hanno chiamato in mille modi: Aeroplanino, Mitraglia, Super e Over Mario. Amato ed odiato, Mario Boni, grazie anche al lavoro da commentatore tv su Sky, è diventato negli anni un personaggio conosciuto per il modo schietto di parlare.
Boni, anzitutto la notizia di poche ore fa: ha appeso le scarpette al chiodo!
«La voglia di giocare ci sarebbe ancora anche passati i 50 anni, ma è difficile oramai metter d’accordo gli impegni con la Giba (l’associazione dei giocatori italiani di basket di cui è vice presidente, ndc). E poi avrò da fare, visto che organizzerò in Toscana il mondiale MaxiBasket 2017, manifestazione legata alle nazionali over 40 e 50, in cui l’Italia sta dominando».
Un giudizio sulla prossima A2 Silver?
«Sarà un torneo di buon livello, compatibilmente coi tempi che viviamo, con una batteria di giovanissimi americani tutti da scoprire; mi piacerebbe di più però, se potesse giocare solo chi è stato formato in Italia, in questo modo il sistema ne gioverebbe».
Gold e Silver quest’anno sono all’epilogo: dalla prossima stagione via alla A2 unica, non si sa se divisa in due gironi, nord e sud. Come finirà?
«Troppo spesso nel basket abbiamo visto prendere decisioni senza sapere bene dove si va, né quale sia lo scopo. Invece il movimento ha bisogno di stabilità, anche perché ad ogni fine stagione la moria delle società è impressionante».
Infatti anche quest’anno si parte con le solite vecchie difficoltà: Forlì ha avuto problemi per la fidejussione in Gold, Matera ha richiesto di prenderne il posto, tutto molto incerto a pochi giorni dall’inizio: non è che a poche ore dal via, la Silver rimane zoppa?
«Non credo, una soluzione si trova sempre. Purtroppo la crisi che attanaglia il nostro Paese si fa sentire anche nel mondo dello sport. Di certo la prima cosa che farei è il dimezzamento dei parametri: cifre spropositate che minano la stabilità finanziaria delle società, a discapito degli ingaggi».
Diamo uno sguardo al campionato: squadra favorita, giocatore italiano e giocatore straniero
«Ferrara, Omegna, Reggio Calabria e Treviso sembrano un gradino sopra le altre, ma è solo una sensazione, vedremo cosa dirà il campo. Tra gli italiani occhio ad un vecchio leone di razza come il Rombaldoni di Piacenza, mentre tra gli stranieri vedremo quanti punti farà Hasbrouck di Ferrara, che è giovane e solo due anni fa era in serie A con la Virtus Bologna».
Uno sguardo sulle abruzzesi: la Pallacanestro Chieti.
«Premesso che vedo le cose da lontano, i teatini dopo qualche anno hanno rivoluzionato il roster, andando a pescare giovani talenti italiani. Sarà quindi un’annata importante per loro, possono puntare a restare in A2, creando con questi giovani le basi per il futuro».
L’altra abruzzese è un suo vecchio amore, il Roseto Sharks.
«Anche i miei amici di Roseto hanno rivoluzionato il roster, ma da quelle parti non è certo una novità! Hanno puntato forte su alcune scommesse, tutelandosi però con un reparto lunghi che mi sembra affidabile. Anche Roseto punta alla permanenza in A2, ma per farlo ci sarà bisogno che la squadra si identifichi con la città, perché dove non può il solo talento, sarà il pubblico a fare la differenza, creando il fattore campo. Il derby sarà vietato ai rosetani e a questo punto lo sarà anche la gara di ritorno. Un’occasione persa per tutti; poteva essere il modo giusto per voltare pagina. Peccato».
Ultima curiosità: lei, che è nel cuore dei rosetani, come vive da vice presidente Goba il derby col suo presidente, che invece è un teatino doc come Alessandro Marzoli?
«Il derby vale a tutte le latitudini e nessuno ci sta mai a perderlo… neanche da tifoso! Noi non facciamo eccezione, ed ovviamente ci siamo giocati un caffè!».
Marco Rapone
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