Boxe, Alfieri all’assalto del trofeo delle Cinture

Il vastese domani a Roma contro Rossetti in una tappa di avvicinamento alla sfida per il titolo italiano
VASTO. Appuntamento domani a Roma. Sarà una delle prime riunioni di pugilato organizzati dalla federazione in ambito nazionale nel post Covid. Sarà a porte chiuse, senza pubblico. Il 24enne vastese Luigi Alfieri salirà sul ring per disputare la finalissima del trofeo delle Cinture nella categoria pesi welter, competizione organizzata da Wbc-Fpi, che permette la scalata al titolo italiano. Alfieri - che nel 2015 ha vinto il Guanto d’Oro, la prestigiosa manifestazione giovanile in cui si mettono in evidenza i talenti più interessanti - combatte per la San Salvo Boxe, è un geometra che lavora sui cantieri tra Francavilla e San Salvo. La sua passione è la boxe, lo è diventata dal 2009, quando aveva 13 anni, e rimase folgorato dal pugilato vedendo in televisione un incontro di Giovanni Parisi. Domani sera sfiderà Pietro Rossetti, romano, che si presenterà all’appuntamento con un ruolino di otto vittorie, di cui quattro per ko. Alfieri è un pugile professionista formato e allenato da Domenico Urbano e Alfredo Campitelli. Ha all’attivo tre incontri vinti e, dopo il successo del 22 febbraio scorso in Sardegna nella semifinale contro Andrea Saba, aspetta di confrontarsi per dare seguito al suo obiettivo di arrivare a boxare per il titolo italiano. Rossetti viene descritto come un buon pugile, «spesso proteso all'attacco», sostiene Domenico Urbano uno degli allenatori di Alfieri. «Viene avanti, ma non ha una buona tecnica al contrario di Alfieri che è completo, sa boxare in vari modi e da vari anni ha iniziata la scalata. Ha vinto vari titoli nei dilettanti ed è stato più volte in ritiro con la nazionale; ha due match in maglia azzurra e in tutto ha disputato 97 match da dilettante».
«Per molti, viste le qualità dei due pugili, questo match può essere tranquillamente paragonato a un titolo italiano», continua Urbano, «siamo consapevoli della durezza del match che si disputa fuori casa, nella tana del lupo. Purtroppo, per il mancato accordo tra le parti, si è stabilito di fare un'asta e chi mette la somma più alta si aggiudica l'organizzazione della serata. Ed è così che è andata ai romani». Si combatterà a porte chiuse alla luce del protocollo adottato dalla federazione per la lotta al coronavirus. Per Alfieri sarà un’altra tappa verso quello che è il suo grande sogno: combattere in America.
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