Brugman, manovra sotto controllo

Convince e Oddo si complimenta: «Grazie, qui per me è un secondo Uruguay»
PESCARA. Nella prima gara ufficiale ha avuto in mano le chiavi del centrocampo, giocando, davanti alla difesa, la maggior parte dei palloni manovrati dal Pescara. Gaston Brugman è molto soddisfatto sia per la propria prestazione che quella di questo Pescara, che ha ritrovato dopo l' anno dell'esordio in A a Palermo. «È stata una partita importante soprattutto perché accresce la nostra fiducia alla vigilia del massimo campionato», esordisce il centrocampista pescarese riferendosi al primo successo di Coppa Italia. «Abbiamo giocato con un discreto ordine e mostrato una tenuta fisica soddisfacente; certo tutto è migliorabile, e stiamo cercando di progredire nel migliore dei modi, con un gruppo che lavorando in grande armonia ha assimilato a dovere il gioco impostato dal mister». Il gruppo che ha ritrovato, che comprende anche il nucleo vincente della passata stagione, mostra valori elevati sia in termini di tecnica che di valori personali. «È un gruppo importante nel quale ritengo di essermi ben inserito. Sono stato ben accolto anche perché conoscevo già diversi miei compagni. Personalmente mi ritengo soddisfatto della partita che ho giocato, e sono fiducioso di poter solo migliorare. Mi trovo bene in una manovra che prevede molto fraseggio e movimento, e ritengo di aver imparato tanto nella preparazione. Penso di poter ricoprire tutti i ruoli del centrocampo a seconda delle esigenze della squadra, e comunque siamo abituati a ruotare per evitare di fornire punti fissi ai nostri avversari». Si dice orgoglioso delle parole che il tecnico Massimo Oddo ha avuto per lui a fine gara, contraccambiando la stima verso il proprio allenatore. »Il nostro tecnico ha una ideologia diversa da quella degli altri allenatori che ho avuto, fatta di molto movimento e lunghi possessi. Spero di poter dare un apporto adeguato e ritengo di essere migliorato anche nella fase difensiva e di non possesso». Un ritorno a Pescara molto atteso sia dalla tifoseria che dall'interessato, in una piazza nella quale negli anni precedenti ha dato il meglio di se e nella quale ai attende, lecitamente, una definitiva consacrazione in serie A passando attraverso la salvezza della propria squadra. «Pescara è diventata la mia seconda Uruguay»,afferma soddisfatto della città e dell'accoglienza che gli è stata sempre riservata. Una condizione ottimale per maturare ulteriormente contribuendo positivamente alle sorti dei biancazzurri.
Paolo Toro
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