Bulgaria e Turchia nel mirino dell’Uefa

16 Ottobre 2019

Cori razzisti e saluti militari fanno scattare il procedimento disciplinare

GINEVRA . Cori razzisti, saluti nazisti, lancio di oggetti, fischi all’inno nazionale: sono alcuni dei capi di imputazione con i quali la Uefa ha aperto un procedimento disciplinare nei confronti della Bulgaria, dopo la duplice interruzione della partita di lunedì con l’Inghilterra. Anche la federazione inglese è stata deferita per i fischi all’inno bulgaro. La data della discussione del procedimento disciplinare è ancora da stabilire. L'Uefa è in attesa «dei rapporti di tutte le partite di qualificazione» a Euro 2020, e dunque anche di quelli di Bulgaria-Inghilterra e Francia- Turchia. La Federcalcio europea, dunque, risponde con forza alle polemiche sui cori razzisti a Sofia contro i giocatori di colore della nazionale inglese e per il nuovo saluto militare dei giocatori turchi con cui hanno festeggiato il pareggio nella sfida di Parigi contro la Francia. La stessa cosa era avvenuta pochi giorni fa dopo il gol decisivo segnato nel recupero della gara con l'Albania. Ovviamente si tratta di un modo per manifestare solidarietà all'esercito impegnato nel Nord della Siria, come ha spiegato da Parigi anche il milanista Calhanoglu: «Siamo al 100% con la nostra gente».
Tuttavia l’ufficio stampa Uefa mitiga l'annuncio fatto dalla Federazione inglese di un'inchiesta già aperta: in realtà Greg Clarke, numero uno della FA, aveva preso atto del rapporto stilato dagli ispettori Uefa lunedì a Sofia. Il gesto della Turchia a Saint Denis ha invece spinto la ministro francese dello Sport, Maracineau, a chiedere all'Uefa «dure sanzioni».
Cauta al momento la risposta da Nyon, dove la Uefa si dice ovviamente informata degli incidenti occorsi durante Turchia-Albania, Francia- Turchia e Bulgaria-Inghilterra, ma aggiunge che «attualmente sta aspettando la totalità dei rapporti ufficiali delle partite di qualificazione all'Europeo di questa settimana. Informeremo dell'apertura di procedimenti per l'una o l'altra gara prossimamente, appena riceveremo le informazioni pertinenti da parte del nostro dipartimento disciplinare», prosegue l'Uefa. «Per il momento, non possiamo fornire alcuna informazione supplementare, né effettuare alcun commento».