Serie A: il commentone della terza giornata

Rimonta pazzesca di Inter e Roma, che allo scadere battono il Napoli e l'Atalanta. Nel big match tra Juve e Milan regna l'equilibrio, con Spalletti e Amorim che si annullano. Nella lotta per non retrocedere, gran colpo del Frosinone, mentre la Fiorentina esonera Grosso dopo l'ennesimo ko
Genoa vs Como
La terza giornata si apre con l’anticipo del venerdì sera tra Genoa e Como, reduci da un avvio ben diverso: i rossoblu non hanno ancora trovato la via del gol e sono a secco di punti, mentre i lariani inseguono il gruppone in testa alla classifica, a 2 lunghezze di distanza. I biancoblu fanno la partita sin dai primi minuti ma è il Grifone a trovare il vantaggio, alla prima sortita offensiva: lancio lungo di Baldanzi per Colombo, che parte sul filo del fuorigioco e ruba il tempo a Ramon: l’ex attaccante del Milan è bravissimo a servire in mezzo Osmajic, che di mancino lascia di sasso Butez. Primo gol nel nostro campionato per l’ex attaccante del Preston, che lo scorso anno in Championship ha realizzato 8 reti in 28 presenze. Il gol subito potrebbe spezzare le gambe al Como, ma la reazione è immediata: dopo solo 6 minuti, Baturina riceve al limite, se la aggiusta e fa partire una conclusione radente, che si infila all’angolino. E al 30’ la rimonta è completata: Valle viene liberato sulla fascia dopo una grande azione corale, con il terzino ex Barcellona che si appresta a metterla in mezzo: Ostigard sfiora soltanto e Diao colpisce al volo, con Bijlow preso in controtempo che si lascia sfuggire il pallone dalle mani. C’è anche la complicità dell’ex estremo difensore del Feyenoord sulla rete del 2-1, ma a colpire è la forza mentale degli uomini di Fabregas: non è stato avvertito un contraccolpo psicologico dopo lo svantaggio, che ha anzi dato coraggio e maggiore intraprendenza. Prima della fine del primo tempo arriva anche il tris, firmato da Nico Paz: il trequartista argentino, premiato in settimana come miglior giovane della scorsa stagione di Serie A e presente anche nella squadra dell’anno, riceve da Couto in profondità, controlla a seguire con il mancino e spedisce sotto alla traversa con il destro, tornando al gol dopo 6 giornate di astinenza. Nella ripresa ci si aspetta qualcosa in più dalla formazione di Daniele De Rossi, ma il Campione del Mondo non riesce a dare la scossa ai suoi, molto timidi e timorosi di sbagliare. E i lombardi non perdonano: al 67’ Nico Paz va a un passo dalla doppietta, con il suo tiro di collo esterno che si stampa sul palo, mentre al 78’ ecco la rete del definitivo 4-1: Kean, subentrato nella ripresa al posto di Douvikas, difende il pallone e fa salire la squadra, servendo poi al momento giusto l’accorrente Diao, che con un preciso diagonale chiude i conti. Poker del Como al Ferraris, che rispecchia la netta differenza tecnica e tattica tra le due squadre.
Fiorentina vs Torino
Il sabato inizia con la gara delle 15 tra Fiorentina e Torino, entrambe ancora senza punti in questo campionato. Le due formazioni si sfidano a viso aperto, con occasioni sin dai primi minuti: Mastantuono spreca malamente nell’1 vs 1 contro Perri e Njie centra in pieno Fortini sulla ribattuta, che ne capisce le intenzioni e scherma la conclusione con una splendida scivolata; la risposta granata non tarda ad arrivare, con Mandragora: l’ex carica il mancino dalla distanza e serve un super De Gea per salvare la conclusione. Nella ripresa cambia immediatamente il parziale: Pellegrino riceve sulla trequarti e fa partire un tiro non irresistibile, che però scivola dalle mani di Perri e finisce in rete. Primo gol in maglia viola per Mateo Pellegrino, investito da maggiore responsabilità dopo la cessione di Kean al Como. Doccia gelata per il Toro, che subisce il gol a freddo e fatica ad abbozzare una reazione. Serve un episodio per rientrare in partita e arriva al minuto 74: Mandragora fa partire un missile terra-aria dalla distanza, con il pallone che termina la propria corsa a fil di palo. È il più classico dei gol dell’ex, con il classe ’94 che non esulta per rispetto dei suoi vecchi tifosi, sportivi nell’applaudirlo nonostante il momento negativo della propria squadra. E nel finale la squadra di Abate riesce anche a completare la rimonta: Belghali sfrutta un errore di Valdepenas e mette in mezzo per Adams, che in acrobazia batte De Gea e si iscrive al tabellino per la seconda volta in tre partite. Vittoria fondamentale per Vlasic e compagni, mentre il triplice finale è accolto da una bordata di fischi da parte del pubblico dei toscani, molto amareggiato per la partenza decisamente al di sotto delle aspettative.
Inter vs Napoli
Alle 18 va in scena il primo big match di giornata, Inter-Napoli. Chivu è alla ricerca del primo successo contro Allegri, che l’anno scorso, alla guida del Milan, era riuscito a vincere entrambi i derby, di misura. Partenza a razzo dei Campioni d’Italia, che dopo appena 2 minuti sfiorano il vantaggio: Diouf riceve una sponda da Lautaro e, di controbalzo, prova a sorprendere Meret con il piede debole, ma il portiere nato a Udine si esalta e impedisce alla sfera di terminare la propria corsa all’angolino. Sono i padroni di casa a fare la partita: la Beneamata cerca di scardinare l’imbrigliata difesa partenopea, che si affida invece alle ripartenze. Ed è proprio da una situazione simile che nasce la migliore occasione del primo tempo azzurro: Alisson Santos punta Diouf e appoggia a rimorchio per Anguissa, che piazza la conclusione: è monumentale l’intervento di Martinez, che poi chiude anche lo specchio a Politano sulla ribattuta. La sfida è molto divertente sul piano del gioco, ma senza particolari squilli escludendo i due in avvio. Le altre grandi chances arrivano nel recupero: al tiro un po’ strozzato di Hojlund, che Martinez sventa con un bel riflesso, risponde una splendida punizione di Dimarco, che si stampa invece sulla traversa. Alla vigilia avremmo probabilmente immaginato una partita chiusa, senza troppe opportunità, ma alla fine della prima metà di gara lo spettacolo non è affatto mancato. È però nella ripresa che succede di tutto. L’inizio delle emozioni è al 49’, quando Barella si spinge in pressione alta su Lobotka e intercetta il rilancio, che termina poi sul braccio dello slovacco: proteste feroci di tutti i giocatori nerazzurri, certi che il rigore verrà assegnato. Non sono dello stesso avviso, però, né l’arbitro Sozza né la sala var, composta da Di Paolo e Dionisi, che non reputano necessaria la revisione al monitor. L’Inter si innervosisce, forse memore della sfida di ritorno dello scorso anno, e i campani ne approfittano, siglando due reti in rapida successione: su un pallone perso da Barella, Alisson sbatte su Martinez mentre Politano beffa tutti, ribattendo in porta al secondo tentativo. Il raddoppio arriva appena 3 minuti più tardi ed è frutto, anche stavolta, di una brutta disattenzione: Martinez è provvidenziale su un tiro deviato di Alisson e Bastoni poi si immola sulla conclusione a botta sicura di Anguissa, con il pallone destinato a terminare in rimessa laterale: la sfera resta però sulla linea e Di Lorenzo appoggia a Hojlund, che si coordina e, con un gran tiro rasoterra, infila il pallone all’angolino, segnando il secondo gol consecutivo. Doccia gelata per il Biscione, che in 4 minuti vede prima non ricevere un calcio di rigore su una situazione più che dubbia e poi incassare due gol in rapida successione. I nerazzurri non vogliono però perdere davanti al proprio pubblico e, al 56’, Lautaro dimezza lo svantaggio: traversone di Zielinski, Dimarco la rimette in mezzo e il Toro anticipa Rrahmani, depositando il pallone nella porta restata incustodita. I primi 10 minuti del secondo tempo sono di pura follia: grande spettacolo a San Siro. Con il passare dei minuti aumenta la pressione della formazione allenata da Chivu, che ormai gioca in pianta stabile nella metà campo partenopea: d’altra parte, fa discutere la scelta di Allegri di inserire Badiashile al posto di Alisson, con il baricentro della sua squadra che si abbassa inevitabilmente. Le occasioni sono una diretta conseguenza: al 73’ Thuram è sfortunato dal limite dell’area piccola, con il suo colpo di testa che termina sul palo. Il gol sembra però nell’aria e arriva, al minuto 82: cross splendido di Carlos Augusto proprio per il figlio d’arte, che sovrasta Badiashile e trafigge Meret. L’incontro è ora aperto a qualsiasi risultato: l’Inter vuole cavalcare l’onda dell’entusiasmo, il Napoli prova a tornare in vantaggio: alla grande opportunità di Thuram, che calcia sopra la traversa da ottima posizione, risponde Anguissa, con il camerunense che sfiora appena un tiro-cross velenosissimo di Lucca. Il match sembra ormai prossimo alla conclusione, ma nel primo minuto di recupero cambia il parziale: traversone di Jones e mischia in area, con Akanji che in qualche modo favorisce Lautaro, reattivo sottoporta e abile a spingere il pallone in fondo al sacco. Rimonta pazzesca dei meneghini, con i primi centri stagionali della Thu-La; invece, nonostante l’ottima prestazione, deludono un po’ gli azzurri, da cui ci si aspettava una solidità maggiore su situazione di doppio vantaggio.
Roma vs Atalanta
In serata si affrontano Roma e Atalanta, in un match pieno di intrecci tra due squadre a punteggio pieno: da una parte Gasperini, l’unico ad aver portato un trofeo europeo a Bergamo (l’Europa League), dall’altra Sarri, che vive l’incontro come un derby dopo aver collezionato ben 180 panchine con la Lazio. Primo tempo quasi completamente a tinte giallorosse, con la Magica che vuole dare continuità alle due vittorie per 4-0 in questo avvio: Carnesecchi è bravissimo a salvare due colpi di testa praticamente a botta sicura, prima di Mancini e poi di Cristante. Ma l’occasione più grande è probabilmente per Malen, al 40’: il capocannoniere del campionato riceve da Wesley, rientra sul destro ma sbuccia un po’ la conclusione di piatto, con Carnesecchi chiamato comunque al riflesso con i piedi. Ma è subito dopo l’intervallo che cambia il parziale: primo affondo della Dea che risulta vincente, con Ederson che fa suo un pallone restato a metà strada e lo incastra all’incrocio, nonostante la leggera deviazione di Svilar che per poco non compie un miracolo. La Lupa è un po’ in bambola adesso e gli orobici provano ad approfittarne: Krstovic viene imbeccato in profondità da De Ketelaere, resiste di fisico a Mancini e cerca di piazzare la conclusione, che si spegne di poco a lato. A cambiare l’inerzia della gara sono i cambi di Gasp: Molina, Soulé e Castro sostituiscono Lulli, Mora e Malen. Scelte molto coraggiose, ma che ripagano: il pericolo numero uno è senza dubbio l’attaccante argentino, che dopo neanche un minuto dall’ingresso in campo colpisce in pieno il palo con un tiro molto potente e angolato. La porta sembra stregata per i capitolini, che al minuto 88 colpiscono un altro legno con Castro: il Toto anticipa tutti con ferocia su un cross di Molina e scheggia la traversa, dovendo rimandare l’appuntamento con il primo gol stagionale. È però nel finale che succede di tutto: al 90’ Hermoso colpisce di testa e la parabola inganna Carnesecchi, che non riesce a evitare la rete che ripristina l’equilibrio. I giallorossi vogliono vincerla, dopo aver dominato per larghi tratti, e riportano immediatamente il pallone nel cerchio di centrocampo per favorire la ripresa del gioco. E al 93’ si concretizza la pazza-rimonta: Soulé riceve da Dybala ma non controlla perfettamente, con la sfera che gli rimane sul piede debole: l’ex Juve e Frosinone allora rientra sul mancino e chiude l’interno, con la sfera che passa tra Zappacosta e Scalvini e inganna Carnesecchi sul primo palo. Esplode l’Olimpico, che con un urlo liberatorio può esultare per tre punti conquistati in appena 3 minuti e, soprattutto, meritati: ben 39 tiri a 6, di cui 10 in porta contro i 2 dei nerazzurri, che negli ultimi minuti non sono riusciti a trovare energie fisiche e mentali per contrastare i capitolini. Frosinone vs Venezia
Frosinone vs Venezia
La domenica si apre con le sfide salvezza Frosinone-Venezia e Parma-Monza. Al Benito Stirpe scendono in campo due neopromosse, che in queste prime giornate hanno fatto intravedere ottimi spunti: i ciociari sono reduci dalla vittoria senza discussioni al Franchi, mentre gli arancioneroverdi, sebbene non abbiano ancora raccolto punti, hanno fornito prestazioni molto convincenti finora. I giallazzurri partono fortissimo e schiacciano la formazione di Stroppa: dopo neanche 2 minuti Stankovic si supera su un gran diagonale di Calò, deviando in corner con la punta delle dita. L’atteggiamento dei padroni di casa è molto aggressivo e i frutti si vedono al 21’: cross perfetto di Oyono e incornata precisa di Raimondo, ancora una volta decisivo sottoporta. E al 39’ arriva il bis dell’attaccante nato a Ravenna: Masini resiste di forza e con grande tenacia alla trattenuta di Busio e poi serve un cioccolatino solo da scartare per il numero 9, che sigla così la seconda doppietta consecutiva. Serve una scossa ai lagunari nella ripresa e Stroppa prova a darla con i cambi: Yeboah e Toni Fernandez prendono il posto di Rrahmani e Sohm. Ed è proprio l’ecuadoregno a riaprire i giochi: l’ex Rakow riceve da Busio, punta Masini, se la sposta sul mancino e la fa girare sul palo lontano, con Palmisani che non abbozza neanche l’intervento. I Canarini calano di intensità nel secondo tempo, con i Leoni Alati che invece conquistano metri. Il pareggio sembra ormai prossimo e arriva, al minuto 74: Busio allarga per Hainaut che di prima la mette in mezzo, trovando l’intervento in scivolata di Sagrado a far terminare l’azione nel migliore dei modi. Ristabilito l’equilibrio, ora la formazione di Alvini non vuole gettare al vento 3 punti che sembravano ormai conquistati, e si lancia all’attacco: se al 78’ Oyono è sfortunatissimo a colpire un palo pieno dalla distanza, all’83’ ha esito diverso il tentativo da posizione ravvicinata di Kvernadze, che batte Stankovic e permette ai suoi di portarsi a quota 6 punti in classifica.
Parma vs Monza
Al Tardini va in scena una gara molto delicata, tra due squadre ancora a 0 punti e vogliose di cambiare il prima possibile la situazione di classifica. È un match bloccato, tra due squadre che cercano di non scoprirsi per evitare di subire gol. Le occasioni migliori del primo tempo sono brianzole, di cui una è vincente: al 21’ Corvi è miracoloso su Dany Mota, mentre al 38’ non può nulla sul tiro a giro del 2007 Robinson, che la incastra all’angolino. Nel secondo tempo esce maggiormente la personalità dei padroni di casa, che non vogliono perdere davanti alla propria gente. E al 60’ arriva il gol del pari: Lontani aggancia un cross deviato, se la sposta sul destro e la piazza a fil di palo, ingannando Thiam. Sono due giovanissimi a prendersi la scena, con Cuesta e Juric che vengono premiati dalla scelta coraggiosa di inserirli in campo. Sembra che in questo avvio stia cambiando qualcosa riguardo ai giovani, che vengono messi in campo con più frequenza anche in momenti delicati.
Bologna vs Sassuolo
Alle 18 si gioca il derby emiliano tra Bologna e Sassuolo. Ottimo avvio dei neroverdi, che al 19’ trovano il vantaggio: ripartenza guidata da Volpato, che poi apre su Cinquegrano: l’ex Rimini supera in velocità Alhassane e poi appoggia a rimorchio, con Doig che arriva puntualmente sulla sfera e trafigge l’incolpevole Skorupski. Doccia fredda per la formazione di Domenico Tedesco, in fondo alla classifica in quello che è stato definito “l’anno di ricostruzione”. Nella ripresa, pronti, via ed ecco immediatamente il pareggio: gran corner di Miranda e colpo di testa impeccabile di Piccoli, che sigla il primo gol con i rossoblu in un momento delicatissimo e fondamentale. L’errore dei padroni di casa è quello però di non dare continuità al buon momento e, in maniera quasi fortuita, la squadra di Aquilani si riporta avanti: Bowie serve centralmente Adzic che, dopo aver vinto un rimpallo con Heggem, si ritrova a tu per tu con Skorupski: è glaciale il trequartista montenegrino, che sta ripagando la fiducia del proprio allenatore in questo inizio di campionato. Il cronometro continua a scorrere incessantemente e i felsinei cercano il primo punto del proprio campionato davanti ai propri tifosi, provandoci in tutti i modi nel finale e riuscendo a trovare il pari: Muric non trattiene un tiro potente ma centrale di Libre e Dovbyk insacca sulla respinta, esultando con rabbia e scaricando il nervosismo che aveva in corpo. Nel recupero, infine, espulso Tedesco per proteste, a testimonianza di quanto fosse sentita questa partita in casa Bologna. Finisce, dunque, 2-2, al termine di una gara giocata con intensità fino alla fine.
Juventus vs Milan
In serata altra grande sfida tra due delle squadre più vincenti d'Italia: Juve e Milan. Cornice d'eccezione all'Allianz Stadium, stracolmo e in fibrillazione per il primo big match della stagione. Partenza prevedibilmente poco emozionante, con la tattica che prende il sopravvento a discapito della spettacolarità. L’unico a provarci con convinzione è Conceicao, che mette in apprensione la difesa del Diavolo in due circostanze: al 25’ riceve sulla destra, sterza sul piede forte e cerca la conclusione a giro, con Maignan che si distende ed è fortunato sulla ribattuta, perché Locatelli non riesce ad arrivare sul pallone vagante; al 38’ il portoghese viene invece imbeccato in profondità e tenta di sorprendere l’estremo difensore francese sul primo palo, ma Magic Mike chiude bene la porta. Tanti errori tecnici nei primi 45 minuti, specialmente a centrocampo: è questo probabilmente il motivo per cui scarseggiano le occasioni. Nella ripresa non cambia il canovaccio tattico: gara molto fisica, che può sbloccarsi solo con un episodio. La Vecchia Signora prova a spostare l’inerzia dalla propria parte al 55’ su contropiede: Conceicao si impossessa del pallone a centrocampo, conduce fino al limite e poi prova la rasoiata, che si stampa sulla base del palo per la sua disperazione. E allora a sbloccarla sono i meneghini, al 68’: riconquista palla di De Winter giudicata non fallosa ai danni di Kolo Muani e apertura di Loftus-Cheek per Chukwueze: il nigeriano allarga per il neoentrato Cissé, che rientra sul destro e conclude con un rasoterra imparabile, sul quale Vicario non può nulla. Secondo gol in campionato per il 2006, che ha avuto un impatto incredibile in Serie A dopo l'avventura al Catanzaro. Proteste veementi dalla panchina dei piemontesi, che si aspettavano un fischio da parte dell’arbitro Mariani. Sicuramente la soglia del fallo utilizzata in queste giornate è più alta rispetto alla passata stagione e si gioca anche molto di più, ma non bisogna confondere il tipo di arbitraggio all’inglese con il mancato sanzionamento di situazioni fallose. L’incontro non sembra avere in serbo altre sorprese, ma nel finale cambia il parziale: cross di Koopmeiners dalla trequarti e incornata di Gatti, che fredda Maignan e regala un punto preziosissimo per come si era messa la partita. Risultano decisivi i cambi di Spalletti e Amorim, che si dividono la posta in palio.
La terza giornata si chiude con i posticipi Cagliari-Lecce, in cui entrambe cercano di riscattare la sconfitta di settimana scorsa, e Udinese-Lazio, che potrebbe vedere l’Aquila biancoceleste agganciare al primo posto Inter e Roma.

