Capone-gol regala una gioia in trasferta attesa da 16 mesi

1 Ottobre 2017

Dopo quattro pari di fila ecco il colpo esterno che mancava da maggio del 2016 e che fa salire il Delfino al settimo posto

INVIATO A CARPI. Non è ancora il Pescara di Zeman, ma vince, sale al settimo posto in classifica e non prende gol. Il Delfino torna in zona play off con la sofferta, ma preziosa, vittoria di Carpi, che non può far nulla contro una squadra che strappa tre punti con merito dopo una gara assai complicata. I biancazzurri riassaporano la vittoria, grazie al gran gol di Capone, dopo quattro pareggi consecutivi e lo fanno senza subire reti. Dopo Cremona, anche a Carpi la porta di Pigliacelli è rimasta immacolata. Il tandem difensivo Bovo-Coda inizia a funzionare e la squadra di Zeman è sembrata meno spregiudicata e più accorta. Il Pescara è tornato a sorridere lontano dall’Abruzzo dopo 16 mesi. L’ultimo blitz, prima di ieri, era datato 29 maggio 2016, quando la squadra diretta da Oddo riuscì a violare il Piola di Novara nell’andata della semifinale play off. Da lì in poi una lunga striscia di sconfitte lontano dall’Adriatico. Zeman può sorridere viste le tante assenze (ben 9) con le quali ha dovuto fare i conti. Una vittoria, dunque, che diventa ancora più preziosa calcolando le numerose defezioni e la striscia di risultati non troppo esaltanti. Con l’emergenza in difesa, il boemo è costretto a mandare in campo un pacchetto arretrato rabberciato. Esordio assoluto per Balzano - pupillo di Sdengo- in campo dal 1’ a causa degli infortuni di Crescenzi e Zampano, con quest’ultimo che ieri ha compiuto gli anni. Brugman torna a fare la mezzala, insieme a Coulibaly. L’uruguaiano, infatti, in cabina di regia non piace al tecnico che gli preferisce Kanoutè. In attacco confermato il tridente Del Sole, Pettinari e Capone.
Dicevamo di un Pescara poco zemaniano, specie nel primo tempo, simile alla prima parte di gara che si era vista sette giorni prima con la Cremonese. Manovra poco fluida e squadra contratta. Nei primi giri di lancette non accade praticamente nulla, con il primo tiro della gara che arriva a ridosso del quarto d’ora, con Saber. Il Carpi prova ad aprire dei varchi, ma il Delfino tiene. Servono 21 minuti per vedere il primo guizzo. Ci pensa Del Sole a scaldare i guantoni di Colombi. Poi, nel giro di un paio di minuti, tocca a Pasciuti e Sabbione mettere in apprensione Pigliacelli. Il Pescara fa fatica ad arrivare davanti alla porta avversaria. Manovra un po’ lenta per il calcio di Zeman. Brugman al 30’ si divora una ghiotta occasione da gol dopo un suggerimento di Pettinari. Mbakogu prova a pungere, ma è il Pescara che trova il gol con Capone. Il 18enne di scuola Atalanta sfrutta il perfetto assist di Coulibaly e gonfia la rete. Il gol, al 37', arriva dopo una manovra avvolgente della squadra biancazzurra, che porta Coulibaly a mettere un buon pallone in mezzo; Capone è il più veloce ad arrivare sul passaggio e batte Colombi con il piatto destro per la gioia degli oltre 200 tifosi pescaresi presenti al Cabassi. Nella ripresa il Carpi dell’ex Vitturini e del pescarese Serraiocco, che rimangono in panchina per 90’, prova a dare maggiore incisività in attacco con l’ingresso di Manconi, ma è il Delfino a sfiorare il raddoppio. Colombi deve salvare su Del Sole e Pettinari. Il Carpi vuole acciuffare il pari, ma la retroguardia biancazzurra tiene botta e Zeman butta nella mischia Ganz e Benali per provare a chiudere i conti. Gli emiliani tentano il tutto per tutto con 4 punte (dentro anche Malcore), ma è pericoloso solo dalla distanza. Ganz (molto vivace) crea non pochi problemi agli emiliani, che, alla fine, non possono far altro che arrendersi a un Pescara che con grande pazienza e sacrificio vince dopo 4 pareggi consecutivi.
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