Caprari, 10 senza lode «Un momentaccio»

13 Marzo 2016

Decima prodezza, ma non basta. «La fase difensiva non funziona»

PESCARA. Si sperava di vedere le prime luci dell'alba, invece la notte sembra farsi addirittura più buia per il Pescara. Lapadula e compagni sembrano aver smarrito la via della vittoria. E, quel che è forse peggio, faticano a dare una spiegazione alla crisi, alle difficoltà sempre più evidenti nell'esprimere in campo le più che certe qualità tecniche alla base del travolgente, entusiasmante finale del girone di andata. Uno stato d'animo che traspare nei commenti del dopopartita. «Un momentaccio, che non vuol finire. Eppure», dice Alessandro Bruno, mediano e uomo al quale Massimo Oddo si affida nei momenti più delicati, «noi siamo sempre gli stessi, nel senso che le prestazioni ci stanno, le nostre opportunità ce le creiamo come sempre. Poi, però, c'è sempre un palo, uno stinco, un fuorigioco di troppo o un rigore di meno, qualcosa che non ci permette di fare gol, mentre l'avversario fa due tiri e si porta a casa i tre punti».

La catena di risultati negativi può pesare ulteriormente sul piano psicologico? Specie per la difesa, puntualmente finita sul banco degli imputati? «Che possano esserci difficoltà nella fase difensiva non lo neghiamo, ma è un discorso che riguarda l'intera squadra», puntualizza subito il mediano originario di Benevento, «si vince e si perde in undici. Sempre».

Come si trova la forza di rialzarsi? «Facendo ancora di più gruppo. Dobbiamo imparare a essere più cattivi tutti, determinati. Si esce con grande umiltà e impegno, lavorando sodo in settimana e andando in campo con la massima concentrazione e determinati a volere il risultato».

Eroe triste di giornata è Gianluca Caprari, un gran gol, il decimo stagionale, un record importante nella stagione che lo vede protagonista di primo piano, ma nessuna voglia di festeggiare dopo una sconfitta che ha provocato un piccolo sconquasso in classifica. «Un momentaccio, non so come altro definirlo. Da sette settimane non ne gira una bene. Ma noi non siamo questi, lo sappiamo bene, abbiamo tante volte dimostrato di avere mezzi e carattere».

Un perché l'avrete pur individuato parlando tra di voi nello spogliatoio. «Non so che dire, francamente. Il problema è che la squadra si esprime come sempre, gioca nel solito modo contro qualunque avversario, crea le occasioni come prima. Ma non portiamo a casa i risultati come prima. Anche perché arrivano avversari che fanno due azioni e due gol». Soliti problemi difensivi acuiti da minor efficienza davanti? «Non difensivi ma di fase difensiva, non vorrei che si distinguesse tra reparti. Il problema è di tutti. Prima ne usciamo meglio è, ma ne possiamo uscire solo insieme. Uniti come e più di prima».

C'è timore si possa un po' lacerare qualche equilibrio interno? «No, sia chiaro che il gruppo è più che solido, voglio sgomberare il campo da equivoci, voci di frizioni o altro», aggiunge Caprari, «ma naturalmente per evitare di peggiorare ulteriormente la classifica dobbiamo chiudere la fase negativa in fretta. Siamo passati dal terzo al sesto posto, ovvio che questo rappresenta un problema. Dobbiamo tornare quelli del girone d'andata. E sappiamo di poterci riuscire in fretta».

Col Novara nel secondo tempo dopo il gol è parso di vedere meno reattività che nel primo tempo. Stanchezza che affiora? «Ovvio che lo sforzo si paga, ma non credo sia un problema. Personalmente ammetto di aver accusato un po' di stanchezza perciò ho chiesto il cambio. In questi casi fare l'eroe non serve, ci sono compagni pronti».

Intanto sono arrivati i primi fischi. «Purtroppo ci sta se non fai risultato per troppo tempo. Ma anche questo ci deve servire da stimolo, dobbiamo ritrovare la lucidità e la freschezza di prima. A cominciare dalla prossima, a Crotone (domenica ore 17,30, ndc)», conclude l'attaccante biancazzurro, «contro un avversario fortissimo e lanciato verso la promozione. Ma l'abbiamo battuto all'andata, in maniera anche netta, quindi sappiamo che è alla nostra portata. Non sarà facile, ma abbiamo dimostrato di poter battere chiunque».

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