Carbonelli: «È mancato il colpo finale»

9 Gennaio 2023

Il centrocampista al rientro dopo l’infortunio. L’ex Tempestilli: «Bello tornare qui» 

L’AQUILA. Nel post-partita del Gran Sasso c'è spazio per i protagonisti della sfida al vertice con il rossoblù Tommaso Carbonelli e il giallorosso Denny Tempestilli, entrambi classe 2000 (la generazione Z). Sulla via del totale recupero Carbonelli, subentrato a Boubacar Diarra al 16’ della ripresa, è tornato a riassaporare il ritmo gara nello scontro diretto con il Giulianova. «Ho recuperato adesso dall’infortunio alla caviglia che non è al 100% ed è andata abbastanza bene», spiega. «A caldo non ho sentito dolore. La squadra stava giocando già bene con i miei compagni che, da un punto di vista agonistico, avevano già trovato le misure. Abbiamo preparato la gara come tutte le altre partite, senza andare in difficoltà, è mancato il colpo di fortuna per portare a casa la partita. Dispiace per i tre punti, ma è rimasto tutto immutato. In tutte le gare cerchiamo di fare bene, ma ci sono giornate che girano bene e altre meno», aggiunge. «Resterò all'Aquila per fare allenamento (oggi) così cercherò di rimettermi ulteriormente in forma. I primi dieci minuti ho fatto fatica proprio per questo problema alla caviglia, poi mi sono sbloccato». Il centrocampista conclude sull'apporto della tifoseria rossoblù. «Qua si è in Eccellenza, ma per il pubblico è come se fossimo tra i professionisti. Giocare con questa cornice è bello e ci dà una carica in più».
Tra gli ex della gara, Tempestilli avrebbe voluto qualcosa in più dalla partita.
«Non sono pienamente soddisfatto, avevamo preparato bene la partita e sapevamo che era difficile mettere in difficoltà una squadra forte come L’Aquila», dice. «Da ex, giocare al Gran Sasso mi ha fatto un effetto bello. Tornare davanti a questo pubblico è stato emozionante. La gara è andata bene a tratti. Nel primo tempo ho dovuto prendere le misure a Sarritzu, nel secondo tempo l’ho fermato». Tempestilli guarda alla propria propensione in campo e, infine, a cosa restituisce il verdetto del Gran Sasso. «Il mister lo sa, io preferisco difendere a tre, avendo fatto il terzino. Mi permette di spingere di più. Questa partita ci dice che ce la giocheremo fino alla fine, anche con la Renato Curi Angolana». (a.l.)