Castel di Sangro, Albieri non va a La7

25 Febbraio 2018

Aveva denunciato la presunta combine del 1997, ma stasera diserta “Non è l’Arena”

L’annunciata presenza di Luca Albieri negli studi romani di “Non è l’Arena” questa sera non ci sarà. Ufficialmente è stata rinviata. Ed è un fulmine a ciel sereno perché lo stesso ex calciatore del Castel di Sangro, oggi residente in provincia di Ferrara, in settimana aveva annunciato la comparsata su La7. Luca Albieri domenica scorsa ha parlato di una gara truccata, Bari-Castel di Sangro 3-1 del 15 giugno del 1997, ultima giornata del campionato di serie B. E questa sera era atteso in televisione per ribadire e argomentare le accuse. Su Albieri il conduttore della trasmissione Massimo Giletti aveva pensato di organizzare una seconda puntata sul caso Bari-Castel di Sangro, tanto che nei giorni scorsi una troupe di “Non è l’Arena” era stata anche in paese per realizzare immagini e interviste. Ma venendo a mancare Albieri in studio, Giletti ha deciso di rimandare a data da destinare la seconda puntata. Da quello che è dato sapere Albieri starebbe riflettendo su quanto detto la scorsa settimana. Di certo, si è ritrovato solo a muovere determinate accuse: gara venduta, 300 milioni pagati dal Bari e 20 milioni a testa ai giocatori giallorossi per perdere la partita del San Nicola che ha sancito la promozione in A della squadra di Fascetti. A distanza di 21 anni Albieri ha rilanciato i sospetti del compianto scrittore Joe McGinnis. Ma non ha trovato consensi tra i compagni dell’epoca che hanno scritto un documento per respingere le accuse e annunciare una querela. La stessa che ha promesso di fare Gabriele Gravina, proprietario del club sangrino all’epoca e attuale presidente della Lega Pro. Proprio Gravina appare determinato nel portare Albieri e la trasmissione “Non è ’Arena” davanti al giudice per tutelare la propria immagine. Nella trasmissione di domenica scorsa ha parlato della presunta combine anche un ex calciatore del Castel di Sangro della stagione 1996-1997, almeno così è stato presentato. Lo ha fatto senza sapere di essere ripreso da una telecamera e la sua voce è andata in onda camuffata. Insomma, un mister X. I giocatori sangrini dell’epoca hanno avviato una raccolta di firme attorno a un documento in cui si rigettano con sdegno le accuse e si annuncia la querela. Ebbene, su quel documento fioccano le adesioni. Quasi tutti i giocatori hanno detto sì anche quelli sospettati di essere il mister X.
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