«Che impresa a Parma Dico grazie alla famiglia»

Il tecnico pescarese che ha vinto i play off di Lega Pro alla guida degli emiliani: «Si dà tutto per scontato, ma la squadra è cresciuta in maniera eccezionale»
PESCARA. Il giorno dopo alla gioia subentra la legittima soddisfazione per quella che è un’impresa, ma che all’esterno può apparire come un atto dovuto.
No, non è così, perché non è stato facile riportare il Parma in serie B. Roberto D’Aversa, il tecnico pescarese ex Virtus Lanciano, lo sa bene. E’ subentrato in corsa - al posto di Apolloni - lo scorso dicembre e un po’ alla volta ha riportato gli emiliani nelle zone alte della classifica. A un certo punto ha dato anche la sensazione di poter insidiare il Venezia che, però, poi ha preso il volo direttamente verso la B.
E ai play off D’Aversa si è rimboccato le maniche per ricaricare la squadra, logora per l’inseguimento non andato a buon fine, e condurla fino al trionfo di sabato pomeriggio a Firenze. «Devo dire grazie in primis a mia moglie (Claudia) e a ai miei figli (Simone, Francesco e Sofia), hanno capito le mie esigenze professionali e mi hanno lasciato lavorare in totale serenità. Sono stati fantastici», la dedica del 41enne tecnico pescarese che è rientrato nel giro dopo l’esonero del gennaio del 2016 a Lanciano. «Quella decisione la ritengo tutt’ora ingiusta nei modi e nella sostanza, però è il passato. E io comunque alla famiglia Maio devo dire grazie per l’opportunità concessami di iniziare ad allenare in serie B. E anche dalle situazioni negative occorre prendere il lato positivo. Anche quella per me è stata una tappa di crescita professionale».
Da Lanciano al Parma, una nobile decaduta. «Qui ci sono tante pressioni, tantissime. C’è una piazza esigente che spinge e sabato i tifosi sono stati un valore aggiunto. L’obiettivo sin dal mio arrivo era la serie B, nonostante il ritardo dalla vetta della classifica. Si dava tutto per scontato, ma nel calcio non c’è niente di scontato. Da quando sono arrivato è stato costruito un percorso eccezionale. I ragazzi hanno fatto davvero un’impresa».
Qualche dubbio durante il cammino nel girone B di Lega Pro? «Beh, ad essere sincero, dopo le tre sconfitte consecutive del girone di ritorno qualche perplessità mi è balenata per la testa, ma è stata subito spazzata via dalla reazione dei ragazzi». Da sabato pomeriggio il telefono di Roberto D’Aversa è bollente: messaggi e telefonate di congratulazioni. Anche quelle di Antonio Conte, il tecnico del Chelsea a cui è legato da una stretta amicizia. «Beh, sì, mi ha fatto i complimenti».
Il futuro? «L’obiettivo è crescere qui a Parma». E poi: «Ci tengo a ringraziare la proprietà che mi ha dato la possibilità di rincorrere un sogno, ma ringrazio anche i tifosi, che ci hanno sempre dato una mano. Grazie pure al mio staff, non era facile subentrare a campionato in corso, ma se abbiamo conquistato la serie B è solo merito dei ragazzi, devo dire grazie a loro», ha aggiunto. «In genere è un tecnico che porta una squadra in serie B, in questo caso sono io a dire grazie ai miei giocatori. E poi il pubblico: non ho mai visto un senso d'appartenenza così in una tifoseria. Sono orgoglioso di guidare questa piazza». Adesso è tempo di festeggiamenti, poi si comincerà a programmare il futuro con la società nella quale è appena entrato un gruppo cinese.
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