Chieti corsaro a Fermo

In dieci per l’espulsione di Vano, non perde la testa a fa sua la partita
FERMO. Impresa corsara. Il Chieti parte male soffrendo il miglior inizio della Fermana ma riesce in corso d'opera a ribaltare di netto l'inerzia di una gara che sembrava segnata con l'espulsione di Vano. Il merito degli abruzzesi è stato quello di fare di necessità una virtù, portando via, alla fine della fiera, l'intero bottino in modo legittimo. Ronci, per la trasferta di Fermo, ha rinunciato agli indisponibili Di Pentima, Rapino, Arcamone nonché all'ex mediano canarino degli anni della C1, Maschio. In distinta, così come anticipato nei giorni scorsi dalle pagine web del sito neroverde, l'attaccante classe ‘95 Principe Lorenzoni, giovanissimo ma con un'esperienza nei campionati greci nella stagione alle spalle.
Sospinti da una cinquantina di tifosi, costantemente a sbandierare vessilli e lanciare cori all'indirizzo dei beniamini in campo, Esposito & soci rischiano grosso in apertura. Nazziconi sfonda sulla corsia mancina e mette al centro per Piergallini, in linea con i tempi ma scarso nella mira. La palla finisce sull'esterno della rete.
Il 4-3-3 abruzzese prova a prendere le misure del collettivo di casa ma è la Fermana a menar le danze con gli avamposti Pedalino e Bellucci, in grado di guadagnare spesso la profondità. A metà di tempo la sfida subisce uno scossone: Ionni protegge la palla in uscita laterale e Vano lo colpisce da dietro facendosi aspellere appena al 20'.
Il Chieti non si dà per vinto, alza il baricentro cercando di limare la superiorità avversaria direttamente sulla sua metà campo. Di Pietro riceve lo scarico al limite dell'area, ma la conseguente rasoiata esce alta sulla traversa. Paradossalmente, è una fase di gioco che sorride agli ospiti, con l'uomo in meno ma con le idee più chiare. Il finale di frazione è decisamente appannaggio per Ronci.
Il timbro sulla pratica è la punizione di Giron, scagliata a un nulla dal palo di Lupinetti. Dopo il thé, il Chieti riparte. Esposito semina il panico in area e chiama Filipponi alla provvidenziale scivolata sul tiro a colpo sicuro.
Di Fabio, abruzzese di nascita ma fermano d'adozione (innumerevoli le stagioni disputate tra C1 e B da capitano), sottolinea da bordo campo i tanti rischi che stanno correndo i suoi e ne ha ben donde: Esposito (migliore in campo) entra in area, cerca il contatto, guadagna il penalty e lo trasforma sotto la curva ospite.
Poco dopo, Lupinetti è costretto a distendersi per evitargli il raddoppio. Ronci mette Giammarino per Orlando e grida «5-3-1!» all'indirizzo dei giocatori. Chiaro l'intento per il resto della contesa: diga davanti a Schina, mediani di rottura sulla manovra dirimpettaia e Esposito a cercar gloria davanti. Ora c'è pressione dalle parti del portiere. Bracciotti mette un cross sul secondo palo, Bellucci e Pedalino mancano il pari di un nulla, lasciati colpevolmente soli dalle maglie neroverdi. Esce il centrale Sbardella, entra Corvino a dare manforte in avanti con forze fresche. Il finale è dettato dall'ovvia ricerca del pari marchigiano. Tanta, tantissima la pressione dei padroni di casa catapultata nell'area di mister Ronci, il tutto, però, prodotto più dalla forza della disperazione che da una logica razionalizzazione della manovra che potrebbe, anzi dovrebbe, far leva sull'uomo in più.
«Abbiamo tenuto meglio il campo» commenta Ronci «se siamo andati meglio in 10? La squadra si è sacrificata coprendo il campo e stringendo sulla Fermana in fase di impostazione. Grande prova di carattere. Credo che non abbiamo rubato nulla andando via da Fermo con questa vittoria».
Cristiano Tulli

