Chieti, il nono pareggio

26 Gennaio 2015

L’Amiternina segna e spreca, Lagzir rimette in partita i neroverdi

CHIETI. Un punto che vale. Per la classifica del Chieti, che si avvicina alla salvezza. E per il morale dell’Amiternina, che esce a testa alta dall’Angelini. Per gli aquilani, l’unico neo della domenica è la vittoria della Fermana a Pesaro che li fa entrare per la prima volta da inizio stagione in zona play out. Ma il campionato è lungo e l’Amiternina ha le carte in regola per salvarsi. La squadra di Vincenzino Angelone gioca una partita ordinata, si difende bene, sfrutta le ripartenze e regge sul piano fisico nonostante il campo reso pesante dalla pioggia.

Il Chieti delle seconde linee va solo elogiato: è sceso in campo senza sette titolari (Del Grosso, Giron, Perfetti, Sgambato, Rapino, Vano e Prinari), con Placidi influenzato, con cinque giocatori al debutto (Alberta, Di Federico, Diop, Mimmo Esposito e nel finale Di Lallo) e nell’ultimo quarto d’ora è rimasto in dieci per l’espulsione diretta di Vittorio Esposito per proteste. Il pareggio è sacrosanto.

Il Chieti, vista l’emergenza, non poteva fare di più. Il rammarico, semmai, è dell’Amiternina che, dopo essere passata meritatamente in vantaggio al 14’ del primo tempo sfruttando con Lukasz Lenart un’incomprensione tra Placidi e Di Pietro, ha avuto al 2’ della ripresa l’occasionissima per chiudere la partita con Torbidone e al 42’ ha sciupato ancora con Gizzi. La prima mezzora del Chieti è stata da dimenticare.

Ronci ha schierato la squadra con il 3-4-1-2 ma la scelta di confermare la difesa a tre, nonostante le tante assenze, si è rivelata sbagliata. Anche in avanti la mossa di mettere Yero Diop trequartista per dare fastidio a Carrato non ha dato i suoi frutti perché il francese è tatticamente indisciplinato e ha fatto fatica per trovare la posizione giusta. Insomma, il Chieti ha sbagliato l’approccio alla partita. E l’Amiternina, schierata in campo con un ordinato 3-5-2, lo ha subito punito con Lukasz Lenart. Ronci ha capito che la squadra non aveva interpretato bene il 3-4-1-2 ed è stato bravo a cambiare subito, già al 28’, quando ha sostituito Alberta con Di Federico ed è passato al 4-3-3. Qui è cambiata la partita del Chieti che ha coperto meglio il campo e preso le redini del gioco, sfiorando il pareggio con una conclusione dalla distanza di Maschio deviata in angolo da Di Fabio. Ma l’Amiternina è sempre pericolosa sulle ripartenze e, sul secondo pasticcio di Placidi, ha rischiato di raddoppiare con Torbidone. Poi solo Chieti. Decisivo è stato l’ingresso in campo dell’attaccante Orlando, che Ronci aveva inizialmente lasciato in panchina per farlo rifiatare. Da una sua iniziativa e, complice l’errore di Di Fabio che, invece di prendere il pallone con le mani, lo respinge di testa, nasce il gol del pareggio del marocchino Soufiane Lagzir, classe 1994, alla sua prima rete in campionato e il migliore in campo.

L’Amiternina ha dieci minuti di sbandamento e si salva sulle conclusioni a botta sicura di Diop e Di Pietro murate dalla difesa. La squadra aquilana, però, ha ancora fiato e nel finale Gizzi, prima di uscire dal campo per una botta alla caviglia, chiama Placidi agli straordinari. Ma il pareggio non fa una grinza. E il punto vale. Sì, il Chieti si allontana dai play off (-7) ma vede avvicinarsi la salvezza, che a questo punto è il primo obiettivo da raggiungere.

Per l’Amiternina è il terzo risultato utile consecutivo e l’ennesimo esame di maturità superato. Ci sono pareggi e pareggi. E questo, di certo, accontenta tutti.

Giammarco Giardini

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