Chieti non sfonda: pari e sbadigli

11 Febbraio 2019

Tante assenze per i neroverdi che non vanno oltre lo 0-0 con il Cupello. La Torrese si porta a -6

CHIETI. Pari e sbadigli: all’Angelini vince la noia. Chi si aspettava un Chieti arrembante dopo la sconfitta in finale di coppa Italia è rimasto deluso. I neroverdi giocano una delle partite più brutte della stagione e non vanno oltre lo 0-0 con il Cupello, che ottiene il sesto risultato utile consecutivo (due pareggi e quattro vittorie) e resta ancora imbattuto nel 2019. Un’occasione persa per la squadra di Lucarelli, che allunga a +9 sul Sambuceto, sconfitto in casa dal Paterno, ma riduce a 6 punti il vantaggio sulla Torrese che con il successo esterno con il Delfino FP balza da sola al secondo posto.
Per il Chieti era importante vincere non solo per cancellare la beffa della coppa Italia, ma anche per consolidare il primato in vista dei prossimi scontri diretti contro Alba Adriatica (in trasferta) e Torrese (in casa) che saranno determinanti.
Sicuramente le assenze hanno pesato in casa teatina: senza Delgado, Morales e Toro, Lucarelli ha dovuto ridisegnare la squadra, schierando Calvarese esterno alto e rilanciando Rodia al centro dell’attacco.
Senza la fantasia di Delgado e la fisicità di Toro, il Chieti ha provato a sorprendere il Cupello in velocità, sfruttando la corsa di Rodia e Calvarese. Ma i risultati sono stati scadenti. Il portiere del Cupello, Micale, non si è mai sporcato i guanti così come il suo collega neroverde Alonzi. Una partita brutta, senza sussulti: l’unica occasione è stata quella di Ronzino che al 39’ del primo tempo, servito da Rodia, ha sfiorato il palo da buona posizione. Per il resto, il nulla più assoluto. Il Chieti ha provato a fare la partita su un campo ai limiti della praticabilità e il Cupello ha aspettato per poi provare a ripartire con la velocità di Ninte che al 13’ ha seminato il panico nella difesa neroverde, con Di Lallo che ha rischiato l’autogol. Lucarelli non ha potuto nemmeno attingere dalla panchina per dare una scossa alla partita.
Gli ingressi in campo dei due fuoriquota Cellucci e Di Marco non hanno sortito gli effetti sperati. Il Chieti ha pagato l’assenza di un centravanti: se non puoi giocare palla a terra in un campo che non lo permette, devi provare a giocare palla lunga ma, senza una boa davanti, si fa tutto più complicato. Anche a livello fisico la squadra è apparsa piuttosto sulle gambe, risentendo delle fatiche di coppa. «Ci può stare un leggero calo fisico perché era la terza partita in una settimana e avevamo diverse assenze», spiega il tecnico Lucarelli, «ma i ragazzi hanno dato tutto e li ringrazio. La batosta di coppa Italia ci ha buttato giù psicologicamente, ma i ragazzi sono stati bravi. Non si può vincere sempre: la classifica dice che siamo a +6 a nove giornate dalla fine. Dobbiamo rimanere tranquilli. Non siamo riusciti a incanalare la partita come l’avevamo preparata. Volevamo prenderli in velocità centralmente, ma non ci siamo riusciti e la partita è scivolata via senza occasioni».
Ora le prossime due partite saranno fondamentali per mantenere la vetta. «Avranno un fascino diverso», conclude Lucarelli, «l’Alba Adriatica sta facendo benissimo e la Torrese è insieme a noi la più attrezzata».
©RIPRODUZIONE RISERVATA