Chieti-Pistilli, altro rinvio. I tifosi: via Di Labio e Scurci

Neroverdi nel caos. Ennesima riunione con l’imprenditore laziale interessato alla società teatina. Gli ultrà all’attacco dei dirigenti chiedono aiuto alla politica per salvare il club
CHIETI. Mentre slitta ancora la cessione del Chieti all’imprenditore laziale Giuseppe Pistilli, i tifosi della curva Volpi rompono il silenzio e contestano l’attuale società chiedendo al presidente Gianni Di Labio e al vice Dario Scurci di «sparire insieme al loro socio d'affari Altair D'Arcangelo». L’attacco frontale della tifoseria arriva nel mezzo della solita estate teatina caratterizzata dall’incertezza societaria. Ieri c’è stata una nuova call interlocutoria con Pistilli alla quale hanno partecipato anche avvocati e commercialisti. C’è stato un altro rinvio e i tempi si stanno allungando. Di Labio, però, resta fiducioso: «Stiamo andando avanti», dice il presidente, «la situazione adesso è più chiara a livello amministrativo e c’è la volontà di chiudere. Pistilli è una persona che stimo e vorrei dare la società a lui, spero in tempi brevi perché non ci possiamo allungare troppo in vista delle scadenze per l’iscrizione». Di Labio garantisce che il Chieti si iscriverà in Eccellenza o, nella migliore delle ipotesi, in serie D se venisse accolto il ricorso al Collegio di garanzia del Coni (oggi forse si conoscerà la data dell’udienza). «L’unico Chieti che esiste è questo e non morirà», dice Di Labio lanciando una stoccata al Città di Chieti, l’altra società cittadina che milita in Promozione ed è pronta a rilanciare i colori neroverdi con un progetto ambizioso. «Mi meraviglia sentire chi dà già per morto e fallito il Chieti. I dirigenti vanno e vengono, ma la società Chieti Fc 1922 andrà avanti in ogni caso». Di Labio racconta anche di un incontro avuto con il nuovo sindaco Giovanni Legnini. «Ci ho parlato prima che venisse eletto. È stata una chiacchierata interlocutoria. Legnini ha garantito che inviterà i grandi imprenditori del territorio a supportare lo sport teatino e in particolare la Chieti Calcio».
È la speranza anche dei tifosi della curva Volpi che nel loro comunicato chiedono «alla politica teatina e agli imprenditori locali di fare il proprio dovere, offrendo un contributo concreto per salvare un patrimonio della città». Ma la parte più dura del comunicato degli ultrà è contro l’attuale società. «Siamo a conoscenza della gravissima situazione debitoria del club nonostante i disperati tentativi di nasconderla. Speriamo in una soluzione positiva e non avremo preclusioni verso nessuno, a patto che si dimostri serio, responsabile e trasparente. Su un punto saremo irremovibili. Personaggi come Di Labio e Scurci dovrebbero solo tacere, vergognarsi e sparire da Chieti insieme ad Altair, che era onnipresente finché gli è convenuto fare il patron per i propri oscuri movimenti e ora fa il finto tonto. Per noi sono tutti complici del disastro». I tifosi hanno rinviato l’assemblea pubblica prevista per domani perché vogliono confrontarsi «non appena il futuro societario sarà delineato con chiarezza», ma lasciano intendere le loro intenzioni. «Non abbiamo paura di ripartire da zero: non barattiamo una categoria in più o in meno con la dignità. Se questi soggetti rimarranno al loro posto, siamo pronti al sacrificio più doloroso: non presenziare allo stadio».
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