Chieti si mangia la Samb

Un gol di Carlini a 3’ dalla fine rompe un digiuno lungo 55 giorni
CHIETI. Dopo 55 giorni di digiuno, il Chieti torna alla vittoria. Un gol di Carlini a tre minuti dalla fine spezza la crisi di risultati dei neroverdi, che non vincevano dalla trasferta di Fermo del 5 ottobre e adesso si riavvicinano alla zona play-off, approfittando degli scivoloni di Campobasso e Civitanovese.
All’Angelini la Sambenedettese incappa nella seconda sconfitta consecutiva che costa la panchina al tecnico Andrea Mosconi, esonerato nel dopo-gara assieme al fratello preparatore atletico. Tra i papabili per la sua sostituzione c’è l’ex neroverde Silvio Paolucci.
Il Chieti ha vinto una partita che si era messa subito in discesa dopo appena mezzora del primo tempo con l’espulsione dell’ex Alfonso Pepe che ha rimediato due cartellini gialli nel giro di pochi minuti. Paradossalmente, la superiorità numerica ha frenato il Chieti. Che è partito benissimo, colpendo subito una traversa con Vitale, con un 3-4-3 che ha confermato di essere il modulo più adatto per questa squadra.
La forza del Chieti è stata la spinta sugli esterni di Del Grosso e Giron, due treni sulle fasce che hanno creato spesso la superiorità numerica. La squadra di Ronci (che ha seguito la partita dalla tribuna perché squalificato) ha giocato a calcio, la Samb invece si è affidata solo ai lanci lunghi su Tozzi Borsoi, l’unico capace di creare pericoli in area di rigore neroverde sfruttando centimetri ed esperienza. I marchigiani, senza Napolano e l’altro ex Borgese (squalificato, era seduto in tribuna dove è stato beccato dai tifosi teatini che gli hanno rinfacciato la retrocessione dello scorso anno), si sono presentati con il 4-3-1-2 per cercare di sfruttare l’abilità di D’Angelo tra le linee. Ma i tre difensori del Chieti, a turno, sono stati bravi a uscire sempre in pressione sul numero dieci rossoblù che poi si è abbassato sulla linea di centrocampo dopo l’espulsione di Pepe. Ma quella neroverde è una squadra autolesionista. Dopo essere passato in vantaggio al 41’ con un missile dai 25 metri (e da posizione defilata) del francese Giron, il Chieti si è complicato le cose da solo: al 10’ della ripresa Cucinotta ripete lo stesso errore commesso nel derby con il San Nicolò e prende il pallone con le mani in maniera goffa. Rigore e doppio giallo. La Samb pareggia con Tozzi Borsoi e il Chieti annulla la superiorità numerica. Sembra di vedere il solito film: neroverdi belli, spreconi, ingenui e puniti al primo errore. Ma stavolta ci pensa uno dei più giovani in campo, Andrea Carlini, a cambiare il finale e regalare al Chieti la seconda vittoria casalinga, successo che mancava dal 14 settembre.
In campo hanno vinto i teatini, sugli spalti i 400 tifosi marchigiani che hanno dato spettacolo. La curva Volpi è rimasta vuota per la contestazione degli ultrà contro la società: «Con i tuoi gesti e le tue parole vuoi infangarci, non riuscirai mai a fermarci» e «Bellia vattene» gli striscioni esposti dal gruppo organizzato degli Ottantanove Mai Domi. «Mi dispiace vedere la curva vuota», dice il presidente Walter Bellia. «Seguirò il consiglio dei tifosi e andrò via ma lo farò al momento giusto. Non potevo lasciare adesso, ora dobbiamo pensare a onorare il campionato fino alla fine. Voglio godermi questi tre punti e basta. Con il rientro di alcuni giocatori abbiamo dimostrato che il Chieti non merita la posizione in classifica che ha e avremmo meritato almeno 7 punti in più. Ma non è detto che non si possano recuperare». Oggi riapre il mercato: la squadra verrà rinforzata? «Stiamo parlando con il ds Trovarello. Finora ci è mancato un centravanti e vediamo cosa offrirà il mercato».
Giammarco Giardini
©RIPRODUZIONE RISERVATA

