Ciafardoni, il giuliese a capo del Roseto: «Sono diviso a metà»

Il presidente della Liofilchem prima della partita del cuore: «Mi sento come il fiume Tordino che divide le due città»
GIULIANOVA. Mancano pochi giorni al derby tra Globo Giulia Basket e Liofilchem Roseto che si giocherà domenica al palasport Di Nardo Di Maio Pasquali di Atri, ed inizia già a salire l’eccitazione: rispetto all’andata, che i rosetani vinsero 83-56 anche per le tante assenze da Covid nel team giuliese, stavolta ci si attende un match più combattuto. La Globo infatti, si presenterà alla palla a due a ranghi completi e questo potrebbe riservare sorprese; dall’altra parte la Liofilchem, reduce da due cocenti sconfitte, avrà sicura fame di vittoria. Tra queste due squadre, c’è un uomo che vivrà il derby in modo particolare: Ernesto Ciafardoni, presidente del club rosetano ma giuliese doc e pure consigliere nell’attuale amministrazione comunale giuliese, che ci scherza su: «Mi sento come il fiume Tordino che segna il confine tra queste due città: diciamo che guardo al mare che ci accomuna come alla partita che ci aspetta». Forte il legame con la sua terra, ma l’amore per la palla a spicchi lo portò a Roseto da giovanissimo: «Giulianova è la mia città, ma Roseto è la mia patria cestistica. Per colpa del professor Giancarlo Verrigni mi innamorai del basket, ma a Giulianova, patria del calcio, non riuscivo a praticarlo, anzi gli amici mi prendevano in giro perché toccavo il pallone con le mani, e per loro era semplicemente rigore. Non dimenticherò mai quegli inizi, prendevo il pullman per andare agli allenamenti e poi l’indimenticabile Vittorio Fossataro che mi riaccompagnò a casa per tre anni di seguito, pur di mantenere la parola con mio padre. E quando iniziai a giocare per davvero, quegli amici giuliesi vennero tutti a fare il tifo per me. E io andavo con loro quando potevo a vedere il Giulianova Calcio, che spero possa tornare presto nel posto che gli compete». Prima del match di andata, erano 10 anni che i due club non si affrontavano, gara che fu anche spostata per venire incontro alle esigenze del team giallorosso colpito dal Covid: «Sono contento che come società, Roseto abbia ricostruito sani rapporti d’amicizia non solo con Giulianova, ma anche con le altre squadre del girone», sorride Ciafardoni. «Significa che ci stiamo riprendendo la nostra credibilità». Sul prossimo match, fa la sua analisi: «I team sono in due momenti diversi. Giulianova aldilà della sconfitta a Jesi sta giocando bene, ha la sua idea di squadra e sta riuscendo a metterla campo: fa di entusiasmo e gioventù l’arma migliore. Noi, invece, siamo un po’ incerottati: la ferita di domenica con Ancona sanguina ancora, per cicatrizzarle velocemente servirà vincere. Sono sicuro che i nostri giocatori sapranno come fare». Resta il fatto che anche questo derby sarà senza tifosi: «Un delitto giocare senza di loro: lo dico sempre, non c’è basket con le tribune vuote. Speriamo che coi vaccini la situazione possa presto migliorare».
Marco Rapone
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