Ciclismo

Ciccone, scatta la suggestione di andare alla corte di Pogacar

2 Giugno 2026

Dopo un ottimo Giro d’Italia, per il corridore teatino spunta la pista che porta alla squadra UAE del campione sloveno

CHIETI. Il Giro d’Italia è finito da pochissimo, resta forte l’emozione che la corsa rosa ha saputo regalare e per l’Abruzzo è tempo di bilanci ma anche di primi pensieri rivolti al futuro.

La maglia azzurra. Giulio Ciccone ha riportato a casa una preziosa maglia azzurra di miglior scalatore anche se resta un pizzico di amarezza per non aver centrato il principale obiettivo della vigilia. La vittoria di tappa è stata sfiorata in Bulgaria, a Cosenza e ai Piani di Pezzè (sempre terzo Ciccone) ma in Calabria la rabbia è stata addolcita da una maglia rosa prestigiosissima e preziosissima per un ciclista italiano. Ciccone con il suo savoir faire ha strappato applausi e ha saputo emozionare: scatti, attacchi e mai una tappa conclusa senza aver dato tutto. Senz’altro promosso anche se resta il rammarico della tappa che non è arrivata e di non aver mai chiuso un grande giro nella top ten. Nonostante le qualità mostrate dal ciclista abruzzese. Il miglior Ciccone di questo Giro? Probabilmente a Corno alle Scale quando di forza è rientrato nella fuga con Rubio e quando è stato raggiunto a pochi chilometri dalla vetta da Gall e Vingegaard. In quella frazione la Decathlon ha rovinato i piani di Ciccone che aveva studiato la tappa perfetta ma gli uomini di Felix Gall hanno tenuto sotto controllo la fuga e addio ai sogni di gloria di Ciccone che il suo lo aveva fatto e bene.

Ciccone e il futuro. E adesso? Il programma di Ciccone pensato lo scorso inverno dopo il Giro prevedeva Tour e mondiale. Ma qualcosa potrebbe cambiare e la corsa a tappe francese al momento non è un appuntamento certo. Di sicuro a fine giugno ci sarà il campionato italiano e in quell'occasione Giulio Ciccone proverà. A dare l'assalto alla maglia tricolore.

Ciccone e l’idea UAE. Non solo corse. Il mese di luglio è caldo non solo per le temperature ma anche per le questioni relative al mercato. Ciccone è sotto contratto con la Lidl Trek per altre stagioni ma nella squadra americana tante cose stanno cambiando e a Ciccone non dispiacerebbe provare nuove esperienze. Qualche anno fa la UAE di Pogacar aveva sondato il terreno. La sensazione è che i contatti si possano riallacciare e a Ciccone la destinazione nel team dello sloveno Tadej Pogacar e Isaac Del Toro è gradita. La Lidl Trek lascerà partire Ciccone? La lunga e calda estate darà le sue risposte.

Abruzzo da applausi ma… Un giudizio sulle tappe abruzzesi? Positivo, non c’è dubbio. E la tradizione si è rinnovata. Chi vince sulle strade della nostra regione poi trionfa nella classifica finale. Era successo a Bernal nel 2021 (Campo Felice), a Hindley nel 2022 (Blockhaus), a Pogacar nel 2024 (Prati di Tivo) ed è successo a Vingegaard vincitore sulla Majella. Il tutto a certificare che i percorsi della nostra regione, voluti dal presidente Marsilio e dall’assessore Quaglieri e disegnati da Maurizio Formichetti, tecnicamente sono di primissimo livello. Ma c’è una macchia. Il Blockhaus senza tifosi è piaciuto di meno. Soprattutto se si guarda a Pila, alle Dolomiti o a Pincavallo: in quegli arrivi c’era un’invasione di tifosi che ha colorato le giornate. In Abruzzo invece all'arrivo di Mammarosa solo addetti ai lavori e qualche appassionato. Una sostanziale differenza con gli arrivi delle Alpi e delle Dolomiti.

Il futuro. Il presidente Marsilio qualche settimana fa aveva già dato appuntamento al 2027. E la presenza dell’Abruzzo è una certezza. Ma dove passerà la corsa? Non è un mistero che da qualche anno si prova a portare la cronometro nella zona del Fucino nella Marsica ma il 2027 sarà anche il decimo anno dalla tragedia di Rigopiano. E c’è in progetto di mettere a posto la strada del Voltigno, un percorso che piace e non poco agli organizzatori. Ma c’è tempo per riparlarne.