Ciccone, scatta la suggestione di andare alla corte di Pogacar

Dopo un ottimo Giro d’Italia, per il corridore teatino spunta la pista che porta alla squadra UAE del campione sloveno
CHIETI. Il Giro d’Italia è finito da pochissimo, resta forte l’emozione che la corsa rosa ha saputo regalare e per l’Abruzzo è tempo di bilanci ma anche di primi pensieri rivolti al futuro.
La maglia azzurra. Giulio Ciccone ha riportato a casa una preziosa maglia azzurra di miglior scalatore anche se resta un pizzico di amarezza per non aver centrato il principale obiettivo della vigilia. La vittoria di tappa è stata sfiorata in Bulgaria, a Cosenza e ai Piani di Pezzè (sempre terzo Ciccone) ma in Calabria la rabbia è stata addolcita da una maglia rosa prestigiosissima e preziosissima per un ciclista italiano. Ciccone con il suo savoir faire ha strappato applausi e ha saputo emozionare: scatti, attacchi e mai una tappa conclusa senza aver dato tutto. Senz’altro promosso anche se resta il rammarico della tappa che non è arrivata e di non aver mai chiuso un grande giro nella top ten. Nonostante le qualità mostrate dal ciclista abruzzese. Il miglior Ciccone di questo Giro? Probabilmente a Corno alle Scale quando di forza è rientrato nella fuga con Rubio e quando è stato raggiunto a pochi chilometri dalla vetta da Gall e Vingegaard. In quella frazione la Decathlon ha rovinato i piani di Ciccone che aveva studiato la tappa perfetta ma gli uomini di Felix Gall hanno tenuto sotto controllo la fuga e addio ai sogni di gloria di Ciccone che il suo lo aveva fatto e bene.
Ciccone e il futuro. E adesso? Il programma di Ciccone pensato lo scorso inverno dopo il Giro prevedeva Tour e mondiale. Ma qualcosa potrebbe cambiare e la corsa a tappe francese al momento non è un appuntamento certo. Di sicuro a fine giugno ci sarà il campionato italiano e in quell'occasione Giulio Ciccone proverà. A dare l'assalto alla maglia tricolore.
Ciccone e l’idea UAE. Non solo corse. Il mese di luglio è caldo non solo per le temperature ma anche per le questioni relative al mercato. Ciccone è sotto contratto con la Lidl Trek per altre stagioni ma nella squadra americana tante cose stanno cambiando e a Ciccone non dispiacerebbe provare nuove esperienze. Qualche anno fa la UAE di Pogacar aveva sondato il terreno. La sensazione è che i contatti si possano riallacciare e a Ciccone la destinazione nel team dello sloveno Tadej Pogacar e Isaac Del Toro è gradita. La Lidl Trek lascerà partire Ciccone? La lunga e calda estate darà le sue risposte.
Abruzzo da applausi ma… Un giudizio sulle tappe abruzzesi? Positivo, non c’è dubbio. E la tradizione si è rinnovata. Chi vince sulle strade della nostra regione poi trionfa nella classifica finale. Era successo a Bernal nel 2021 (Campo Felice), a Hindley nel 2022 (Blockhaus), a Pogacar nel 2024 (Prati di Tivo) ed è successo a Vingegaard vincitore sulla Majella. Il tutto a certificare che i percorsi della nostra regione, voluti dal presidente Marsilio e dall’assessore Quaglieri e disegnati da Maurizio Formichetti, tecnicamente sono di primissimo livello. Ma c’è una macchia. Il Blockhaus senza tifosi è piaciuto di meno. Soprattutto se si guarda a Pila, alle Dolomiti o a Pincavallo: in quegli arrivi c’era un’invasione di tifosi che ha colorato le giornate. In Abruzzo invece all'arrivo di Mammarosa solo addetti ai lavori e qualche appassionato. Una sostanziale differenza con gli arrivi delle Alpi e delle Dolomiti.
Il futuro. Il presidente Marsilio qualche settimana fa aveva già dato appuntamento al 2027. E la presenza dell’Abruzzo è una certezza. Ma dove passerà la corsa? Non è un mistero che da qualche anno si prova a portare la cronometro nella zona del Fucino nella Marsica ma il 2027 sarà anche il decimo anno dalla tragedia di Rigopiano. E c’è in progetto di mettere a posto la strada del Voltigno, un percorso che piace e non poco agli organizzatori. Ma c’è tempo per riparlarne.

