Ciotti, ecco il para-rigori del San Nicolò

22 Marzo 2017

Il portiere romano ha respinto cinque tiri dal dischetto: tre in campionato e due in coppa

Cinque rigori parati: tre su sei in campionato, due in Coppa Italia. Davide Ciotti, portiere del San Nicolò, è il pararigori del girone F di serie D. Il numero uno biancazzurro, 19 anni, ha parato la metà dei rigori concessi contro la sua squadra. Il primo a Fermo, sullo 0-0, al bomber Cremona; il secondo, allo stadio Bonolis, all'attaccante Fioretti del Campobasso; il terzo, decisivo, a Bonandi della Sammaurese.

Ciotti aveva dimostrato di essere uno specialista dagli undici metri anche in Coppa Italia, quando parò due rigori contro l'Avezzano e regalò la qualificazione al San Nicolò. «In allenamento non ne prendo uno, intuisco solo il lato», sorride Ciotti, «in partita le cose vanno meglio, ma non c'è un segreto. E' solo presentimento: fisso l'avversario, poi mi butto».

Ciotti, romano e tifoso della Roma, ha indossato per la prima volta i guanti a sei anni. «Mi hanno messo in porta perché ero quello che correva di meno e che se la cavava meglio tra i pali», racconta.

Ma un ruolo fondamentale l'ha avuto anche il papà Roberto, ex portiere a livello dilettantistico, costretto a smettere per un brutto infortunio alla spalla. «Papà mi dà tanti consigli e mi ha aiutato a migliorare. Ad esempio, mi diceva sempre che nell'uno contro uno andavo giù in anticipo, prima del tiro. Mi ha detto, invece, di rimanere su fino alla fine e di guardare la palla. Aveva ragione lui». Ciotti è molto legato ai suoi genitori. Sul braccio si è tatuato due corone, una da re e una da regina, con incise le iniziali dei nomi di mamma e papà. Di chilometri, la famiglia Ciotti, ne ha fatti tanti per seguire il figlio che ha girato l'Italia. I primi anni nel settore giovanile della Lazio e della Roma, poi il passaggio alla Lodigiani, all'Ostiamare e il grande salto alla Ternana, dove dagli Allievi è arrivato alla prima squadra.

A 16 anni è andato per sei volte in panchina in serie B. A Terni è nata l'amicizia con Alberto Brignoli, ex portiere rossoverde, ora al Perugia: «Per me è stato un punto di riferimento: ho imparato molto da lui e mi ha sempre difeso quando sbagliavo. Quando mi chiedono a chi mi ispiro, rispondo senza esitazioni: Brignoli». Nella breve carriera di Ciotti anche la sfortuna ha fatto la sua parte. Lo scorso anno, il portiere romano era stato acquistato dal Parma. «Dovevo giocare con i gialloblù, ma mi sono lesionato l'adduttore, sono rimasto fermo un mese e un altro portiere ha preso il mio posto. Ho perso una grande occasione a Parma. Poi sono andato in D all'Olbia, dove abbiamo vinto i play off».

Infine, l'arrivo al San Nicolò, fortemente voluto dal direttore sportivo Francesco Micciola che lo seguiva dai tempi della Ternana. «Qui mi trovo bene, l'ambiente è tranquillo e c'è un grande gruppo. Divido la casa con due romani (Zeetti e Bosi), un pescarese (Milillo) e un campano (Iorio). Quando Alessio e Gianluca parlano in dialetto, ci vuole il traduttore per capirli!».

L'obiettivo del San Nicolò è raggiungere i play off. «Vogliamo arrivare più in alto possibile. Abbiamo pagato il periodo di sosta in cui ci siamo dovuti fermare per la neve e altri rinvii vari, ma adesso abbiamo ripreso la nostra strada e vogliamo scalare la classifica. Epifani? Il mister ha le sue idee, ti fa rendere al meglio e lavora molto sui particolari».

Domenica il San Nicolò giocherà sul campo dell'Alfonsine. Ciotti è pronto ad abbassare la saracinesca. E, se dovesse servire, è pronto a parare anche il sesto rigore della stagione. Il San Nicolò è in buone mani.

Giammarco Giardini

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