Colabrodo Pescara: prende altre 3 sberle

Solita sconfitta e così salgono a 81 i gol subiti in 36 gare: doppietta di Destro e rete dell’ex Di Francesco che non esulta e dedica la prodezza alla mamma
No, non è solo una questione di limiti mentali come sostiene Zeman. La retrocessione del Pescara non può essere imputata alla mancanza di consapevolezza dei propri mezzi o all’assuefazione alla sconfitta. No, il Pescara è semplicamente la squadra più scarsa della serie A e la graduatoria non tradisce. Non a caso è ultimo da mesi. Anche a Bologna in una partita che non aveva alcun valore ai fini della classifica i biancazzurri hanno ammainato bandiera bianca. Una gara senza cattiveria agonistica e con ritmi non esaltanti. Eppure, anche in questa occasione, sono emerse le carenze tecniche, oltre a quelle caratteriali. È arrivata la 27ª sconfitta in 36 gare di campionato. Appena 14 punti di cui 3 conquistati grazie alla vittoria a tavolino contro il Sassuolo. Una figuraccia che non trova riscontri negli ultimi decenni.
Il Pescara non ha la forza di muovere la classifica nemmeno nelle partite di fine stagione, senza particolari interessi di classifica. Il calvario continua, altre due tappe l’aspettano da qui alla fine della stagione. Una via crucis più che altro per i tifosi - presenti anche a Bologna - costretti ad assistere impotenti alle gesta di una squadra che incassa gol (81 sul campo) appena l’avversario pigia il piede sull’acceleratore. A volte, invece, fanno tutto i biancazzurri, è accaduto spesso in questa stagione. E la storia si è ripetuta anche al Dall’Ara, dove Zeman è stato accolto dagli applausi per i 70 anni festeggiati venerdì scorso e Sebastiani dal solito striscione di contestazione nel settore ospiti. Ci ha pensato Fiorillo a spezzare l’equilibrio dopo appena otto minuti con due errori nella stessa azione (rinvio sbadato e uscita a vuoto) finalizzata da Mattia Destro. Biancazzurri subito sotto in una partita senza ardore agonistico, giocata a viso aperto da entrambe le squadre protagoniste di molti rovesciamenti di fronte. Errori e accelerazioni, da una parte e dall’altra. Al 24’ il momentaneo pareggio di Bahebeck, lesto ad approfittare di un’indecisione della difesa felsinea e a raccogliere un assist di Mitrita. Il Pescara tiene dignitosamente il campo, ma il Bologna gioca in surplace. E di tanto in tanto accelera. E così all’inizio della ripresa, al 3’, è il pescarese Federico Di Francesco ad approfittare di una dormita della retroguardia pescarese per trafiggere Fiorillo e dedicare la quarta rete stagionale alla mamma davanti alle telecamere di Sky. Da segnalare come il figlio d’arte non abbia esultato al gol contro la squadra della sua città in cui ha fatto (nel 2013) l’esordio in serie A. Il Pescara ha reagito per quel che poteva. Ci ha provato, ma è bastato un Bologna al piccolo trotto per sbarrargli la strada. Al 24’ Milicevic si è presentato davanti a Mirante, ma il portiere gli ha respinto la conclusione. Dentro anche il redivivo Gilardino, l’ex accolto dagli applausi al Dall’Ara. Ma al 46’ ecco il tris di Mattia Destro, l’undicesimo in campionato, il quarto in carriera contro i biancazzurri. Un film visto e rivisto. Il solito copione che ha accompagnato il Pescara in questa stagione disastrosa. Appena una vittoria sul campo, roba da far venire i brividi. Una figuraccia internazionale destinata a lasciare il segno nell’ambiente.
Il tutto mentre, a 180’ dalla fine, il Crotone vince e continua a sperare nella salvezza, essendo a meno 1 dall’Empoli, quart’ultimo, e a meno 2 dal Genoa, quint’ultimo. Si può retrocedere nel calcio, ma con l’onore delle armi. Vero Pescara?

