Conte cambia, dentro Pellè e Verratti

13 Ottobre 2014

Il ct annuncia novità rispetto a Palermo: «La ricetta? Testa bassa e pedalare». Buffon: «Balotelli? Ritorno possibile»

Difficile pensare al mar Caspio al centro del Mediterraneo: è un’impresa che riesce di questi tempi soltanto alla Nazionale. L’operazione “Dimenticare l’Azerbaigian” andrà di scena questa sera alle 20.45 a Malta, al National Stadium di Ta’Qali, a pochi chilometri dalla rocca de La Valletta, difesa da una “sentinella” italiana, quel Pietro Ghedin che, dopo essere stato vice di Maldini, Zoff e Trapattoni in azzurro, si è seduto sulla panchina della nazionale dell’isola. «Sono rimasto sorpreso dalle critiche dopo la partita di Palermo contro l’Azerbaijan, anche se non si può mettere tutti d’accordo sempre: io ad Antonio Conte e alla sua Italia do per il momento un bel 9».

Difesa. Insomma, le prime critiche alla Nazionale “anemica” sono le vere protagoniste di una vigilia alla camomilla. Malta non imprime scariche di adrenalina alla sola pronuncia del nome. L’Italia ha tutto da perdere e forse per questo Conte preferisce soffermarsi soprattutto sugli aspetti psicologici della sfida di stasera. «Non dobbiamo dimenticare che stiamo lavorando insieme da soltanto un mese», sottolinea subito il ct per inquadrare quello che è il problema. Si teme che l’Italia possa rivelarsi una squadra capace sì di fare gioco, ma incapace di colpire quando bisogna mettere al tappeto l’avversario, perché se nelle qualificazioni alla fine gli azzurri riescono sempre a salvare la pelle, è nelle gare “secche” o meglio, quelle nelle quali bisogna per forza fare risultato, dove si avvertono degli scompensi, come ha confermato anche il recente Mondiale. Riuscirà Conte a far cambiare pelle alla truppa? «Abbiamo battuto l’Olanda, arrivata terza in Brasile, ci siamo ripetuti in Norvegia dove era 70 anni che non vincevamo, abbiamo sconfitto l’Azerbaigian e adesso abbiamo 6 punti in classifica, siamo a punteggio pieno e ci rasserena il fatto che giochiamo. Abbiamo tirato 22 volte a Palermo, certe nazionali lo fanno una o due volte a partita. E per contro Buffon in queste tre partite non ha fatto nessuna parata importante. Certo, ascoltiamo serenamente tutto quello che ci viene detto, gli appunti che ci vengono mossi, ma per il resto noi dobbiamo sono abbassare la testa e pedalare».

Sostegno. Alla propria sinistra il ct ha Gigi Buffon, la voce dello spogliatoio. Una voce che – stando ad alcune indiscrezioni – si sarebbe alzata dopo Italia-Azerbaigian. «Non l’ho fatto: credo ci siano momenti e momenti per questo tipo di prese di posizione che ci posso stare ma devono essere valutate bene nel quadro del percorso che stiamo facendo e della partita che abbiamo disputato con l’Azerbaigian. I miei compagni vanno solo applauditi per la dedizione e l’applicazione. Io vedo il bicchiere mezzo pieno: c’è stata una bella la reazione, veemente. Una squadra disunita avrebbe potuto subire il contraccolpo, invece abbiamo avuto la forza per fare gol», spiega il portiere azzurro che poi apre al ritorno di Balotelli: «Si può verificare: Mario è ancora giovane e ha davanti tanti anni di carriera. Tra l’altro non penso che Conte abbia mai detto che non convocherà un attaccante come Mario».

Scelte. Meglio tornare al presente: stasera bisognerà scardinare il fortino maltese senza Balotelli. Sarà difficile vedere la nazionale di Ghedin all’attacco, anche se il modulo è teoricamente un 3-5-2, decisamente più aperto del 4-4-2 azero. Oddio, basterà abbassare gli esterni di centrocampo per chiudersi e per questo Conte sta meditado su un assetto decisamente più offensivo, con Candreva esterno desto (dall’altra parte il viola Pasqual). «Giochiamo tre giorni dopo Palermo, qualche cambio ci sarà, ma dirvi nomi e cognomi mi sembra troppo»: il ct azzurro non rinuncia a un “giro” di nascondino neppure contro Malta. Il dubbio è Pirlo sulla mediana, dove dovrebbe giostrare stavolta Verratti, ma anche in attacco potrebbe andare in scena il turnover: «Pellè è un’opzione, non convoco nessuno solo come premio. È un’opzione come Immobile, Destro». Anche Giovinco che potrebbe di nuovo partire dalla panchina per “spezzare” poi la partita.

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