Conte: se lascio non resterò fermo
«Zidane il mio successore? Gli auguro ogni bene». E Pallotta rimprovera i tifosi
ROMA. «Se insieme decidiamo di dividerci, valuterò offerte intigranti. Non mi piace l'idea di un anno sabbatico». Antonio Conte parla esplicitamente di addio, anche se assicura che ancora tutto è da chiarire. Ma non si nasconde neanche di fronte al nome del possibile successore: Zinedine Zidane. «Gli auguro ogni bene». Un'altra vittoria, un altro record. Mai sazia la Juventus, che supera per 1-0 la Roma allo stadio Olimpico grazie al gol dell'ex Osvaldo e tocca quota 99 punti in classifica, record assoluto per il campionato italiano. Per Antonio Conte l'ennesima soddisfazione stagionale in vista della settimana decisiva per quanto riguarda la sua permanenza a Torino. «La nostra speranza è di continuare con lui, leader di questo gruppo e patrimonio di questa società», ha spiegato prima della gara il dg bianconero Giuseppe Marotta, escludendo di aver già battuto altre piste: «Se abbiamo un piano B? No, non lo abbiamo assolutamente immaginato, nel corso della settimana prossima approfondiremo il confronto. Da persona corretta e trasparente quale è anteporrà sicuramente gli interesse della Juventus ai suoi, poi è la stessa cosa che il presidente Agnelli, tutti i dirigenti, tutti i tifosi vogliono. A fine campionato arriveremo per forza a una conclusione».
Conclusione che dipenderà esclusivamente da quello che deciderà di fare Conte. «La Juventus viene da un ciclo vincente e io sono orgoglioso di essere l'allenatore di questa squadre e di questa società», le parole del tecnico dopo il successo dell'Olimpico, «abbiamo fatto cose incredibili, nemmeno nei sogni... Venivamo da due settimi posti quando sono arrivato io. Adesso vogliamo superare i 100 punti, la squadra è viva nonostante i festeggiamenti».
La festa però potrebbe chiudersi anche con un addio ai colori bianconeri: «Sono stati tre anni fantastici, di solito ci sono dei cicli, quello che avevo da dire l'ho detto alla società, tra poco faremo chiarezza. Migliorare quello che ha fatto questa squadra in questi tre anni è molto difficile. In Italia non sarà semplice fare più di quello che abbiamo fatto noi, mentre in Europa si può migliorare, ma per me la Juve adesso vale un ottavo o un quarto di finale di Champions League. L'ambiente chiede di vincerla, e io non butto fumo negli occhi di nessuno». «Sono molto realista e so che migliorare questa situazione è difficilissimo», ribadisce ancora Conte , «bisogna capire se ci sono margini per migliorarci ancora, io nutro dei dubbi su questo. Penso che in questi giorni si farà chiarezza sulla mia posizione in ambito Juventus. Anno sabbatico? Non sono d'accordo. Se dovessimo decidere di lasciarci con grande affetto e stimo valuterei offerte intriganti, che mi stuzzicano, perché non voglio star fermo».
Sul fronte Roma, al presidente Usa James Pallotta non sono piaciuti lo sciopero del tifo dopo i fatti avvenuti prima della finale di Coppa Italia, gli striscioni per Daniele De Santis esposti in entrambe le curve, e i cori contro i napoletani intonati dai sostenitori giallorossi: «Voglio ringraziare i tifosi che sono stati al nostro fianco oggi. Mi dispiace, invece, che altri abbiano deciso di non supportare la squadra, i tifosi dovrebbero sostenere la squadra piuttosto che altri interessi».

