Cosmi: voglio andare in A con il Trapani

Il tecnico col dubbio Petkovic, ma suona la carica: «Saranno decisivi gli episodi come l’espulsione di Scozzarella all’andata»
TRAPANI. Un clima da ultimo giorno di scuola, il 270° ed ultimo allenamento stagionale si è appena concluso e Serse Cosmi, che si definisce "un animale da sentimento", si lascia andare a vere e proprie confessioni. «Io voglio vincere, altrimenti resta tutto bello, qualcosa di grandioso sicuramente, ma voglio tornare in serie A. I giocatori e la società già lo sanno, lo dico apertamente a tutti, a poche ore dalla partita. E voglio andarci col Trapani». Una confessione bella e buona, quasi un atto d'amore a 24 ore dalla gara più importante della storia della società granata. Il Trapani «non ha il sapore della A in bocca», ammette Cosmi, che però spera di averlo a fine gara. E in questa finale di ritorno dei play off l'aspetto tattico - a sentire l'allenatore dei siciliani - conterà relativamente. «Ci stiamo adoperando sotto l'aspetto psicologico a ribaltare la situazione che ci vede svantaggiati. Saranno determinanti gli episodi, come lo è stato all'andata il rosso a Scozzarella. E' stato raccontato come un episodio normale, ma non è stato affatto così perché l'inferiorità numerica per 70' si è fatta sentire. Non fosse altro perché Matteo è il nostro giocatore più rappresentativo in quel ruolo, l'uomo più in forma nei play off. Dobbiamo essere bravi ad interpretare bene le situazioni della partita; il Pescara all'andata, al di là del rosso a Scozzarella, è stato più bravo e pronto a fare questo. Io spero che la lezione di domenica ci sia servita e possiamo essere altrettanto bravi sugli episodi».
Quella dell'Adriatico-Cornacchia non è stata una gara normale per Cosmi.
Lo sottolinea più volte, lo rivendica anche a fronte di giudizi a tratti spietati nei confronti del suo Trapani. Che comunque non perdeva dal 14 febbraio, come ricorda l'allenatore. «Forse abbiamo perso nel giorno sbagliato, per questo c'era tanta delusione. Però quando una squadra è abituata a non perdere, la sconfitta l'accetti con maggiore delusione e rammarico, questo è normale. Non c'è tempo per recriminare, c'è solo da resettare questa sconfitta, capire come e perché abbiamo perso e cosa bisogna fare per ribaltare il 2-0. La delusione c'era in tutti, non solo nei calciatori, ma già dal giorno dopo ci siamo rimessi nella testa quello che dovevamo fare». Chiaro riferimento a Petkovic, col quale ha avuto un confronto franco ma che comunque potrebbe non esserci stasera. Il croato non si è allenato con la squadra, per evitare che possa avvertire dolore: sarà decisivo il provino di questa mattina. Potrebbe giocare con Citro in avanti e il trequartista Coronado alle spalle; altrimenti spazio ad una torre (Montalto, Torregrossa o De Cenco) più Citro, in vantaggio su Coronado.
Lo stadio sarà completamente gremito e migliaia di persone si raduneranno all'esterno dello stadio e nelle piazze di Trapani per assistere alla gara sui maxi-schermo. Il pensiero di Cosmi va proprio a loro. «Dispiace per chi magari ci ha seguito per un anno intero e domani non ci sarà, purtroppo la capienza è questa. Il pubblico non decide le partite, ma può incidere nel momento in cui la squadra dimostra qualcosa, ha un buon atteggiamento e si propone in avanti».
Lapidario il tecnico granata sulle polemiche delle scorse ore in merito all'ambiente ostile. «Ormai Trapani è una favola solo a livello economico, dato che per me è una realta consolidata nel calcio. Anche il Pescara sa quello che è Trapani, quello che storicamente è sempre stata questa città, sportivamente parlando. Sotto questo punto di vista devono essere tranquilli di potersi giocare le loro possibilità sul campo. Questo clima da "Benvenuti al Sud" è più divertente che altro».
Giuseppe Calò

