Covid, pioggia e cadute: a Viareggio vince Nielsen

17 Maggio 2023

Il danese va in fuga e trionfa. Anche Pozzovivo è positivo e deve ritirarsi

Covid, freddo e pioggia: il Giro d’Italia cerca uno spiraglio di luce dopo il ritiro della maglia rosa Remco Evenepoel e i tanti corridori costretti al salutare la corsa per motivi di salute. A Viareggio, sotto i suoi appariscenti baffi, ride il danese Magnus Cort Nielsen che ha battuto Gee e De Marchi firmando il suo primo successo nella corsa rosa. E anche il corridore della Ef da ieri può vantarsi di aver vinto una tappa in tutti e tre i grandi giri. Geraint Thomas ha conservato la maglia rosa e per la prima volta è salito sul palco per stappare lo champagne. Perché dopo la crono di Cesena il simbolo del primato era di Remco Evenepoel e il gallese, già vincitore di un Tour, si è vestito di rosa nel suo albergo dopo la comunicazione della positività del campione del mondo. Dicevamo di un Giro che sta soffrendo: pioggia e freddo ok, ma Covid e malanni stanno tormentando la corsa rosa. Ieri non è partito, tra gli altri, Domenico Pozzovivo positivo al tampone rapido, poi in corsa il ritiro di uno dei grandi favoriti. Il russo Aleksander Vlasov già dai primi chilometri ha palesato tante difficoltà, ha stretto i denti ma dopo qualche chilometro è stato costretto ad alzare bandiera bianca. Stop anche per Simone Petilli, uno dei tre fuggitivi nella giornata del Gran Sasso. Tutto qui? No, perché quando mancavano poco più di 50 km all’arrivo l'ammiraglia della Astana ha centrato Warren Barguil innescando le cadute di Postelberger e di Alberto Bettiol, a terra dopo aver centrato un meccanico. Il toscano ha sfogato la sua rabbia ed è ripartito e con lui anche Postlberger. Problemi ad un polso invece per Barguil tornato in sella ma molto dolorante. Brutta giornata anche per l’australiano Jay Vine, attardato al traguardo (66°) e fuori dalla top ten della classifica generale. Può bastare? Ancora no perché per il Giro è un momento delicatissimo. Ieri è arrivata una nota ufficiale della direzione. La Cima Coppi del Gran San Bernardo è stata cancellata. Troppa neve e rischio slavine sul versante svizzero e i corridori transiteranno nel tunnel lungo 6 km evitando di andare oltre quota 2.000 metri. Confermate invece le altre salite con l’arrivo a Crans Montana venerdì prossimo. La nuova Cima Coppi del Giro sarà il traguardo posto sulle Tre Cime di Lavaredo.
La tappa. Sotto una pioggia fortissima va via la solita fuga di giornata. La tappa di ieri era dal pronostico incerto. Stesse possibilità sia per la fuga sia per l’arrivo in volata e il pronostico è stato rispettato perché solo nei chilometri finali nei pressi di Viareggio si è capito che Magnus Cort Nielsen, Derek Gee e Alessandro De Marchi potevano arrivare. Vano l’inseguimento dell’Astana per Cavendish e della Trek per Pedersen: Cort Nielsen, Gee e De Marchi hanno trovato l’accordo e non sono mai finiti nel mirino del gruppo. Il più stanco di tutti è De Marchi che non riesce a seguire nel finale l’allungo di Gee, Cort Nielsen chiude bene e torna sotto anche De Marchi. Ma in volata non c’è storia: il danese della Ef vince con il minimo sforzo davanti a Gee e al corridore italiano. E guai a parlare della Ef a Derek Gee: secondo ieri dietro a Cort Nielsen e secondo a Fossombrone dietro a Ben Healy. naturalmente della Ef. Applausi a Cort Nielsen che ha firmato la vittoria che gli mancava al Giro dopo Vuelta e Tour. «Sono incredibilmente felice per questo successo», ha detto dopo l’arrivo il danese, «perché è stata una delle giornate più dure da quando sono professionista. Ed è bellissimo averla chiusa con una vittoria. Nel finale non avevo più comunicazioni radio e non sapevo il vantaggio. Con Gee e De Marchi c’è stata una buona collaborazione e siamo riusciti ad arrivare al traguardo».
Enrico Giancarli
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