Curva deserta, sciopero del tifo per 45’

Striscioni e cori contro il presidente Sebastiani, assente in tribuna. Nel mirino degli ultrà c’è anche il ds Delli Carri
PESCARA. «Noi abbiamo ancora una dignità!» urla lo striscione della Nord (meno vuota del previsto) in un Adriatico-Cornacchia dal clima surreale. Dignità. Alla resa dei conti la squadra ne ha mostrata abbastanza, data la situazione. Un clima surreale già lontano dagli spalti. I posti di blocco su viale Marconi sembrano ulteriori dissuasori ad avvicinarsi. Per non dire della "fortificazione" esterna al recinto. Residuo di emergenze dimenticate ora ostacolo, incomprensibile, all'uscita. Alle 18.30 con via Pepe semideserta a tanti appare ingiustificata la misura di qualche inflessibile burocrate. Giornata particolare, si diceva. Nel pre partita sotto la Maiella non mancano i "soliti noti", ma non si formano i capannelli. Anche perché mancano gli attrattori: il presidente Sebastiani e il ds Delli Carri. Si sparge la voce che il presidente sia stato consigliato a restare lontano. Se così fosse, mai cautela apparve più esagerata. Del resto gli inviti dei "distinti" a cercare altri hobby non gli sarebbero giunti nuovi. Tantomeno quelli più "ruvidi" della Nord, che associa il direttore al presidente. Non c'è nemmeno Zeman alla prima di Giovanni Bucaro. Ma è assenza più che giustificata. Il clima dimesso contagia i "riti" di introduzione. Mancano i coristi, non si alzano le note di "Gente di mare". Si parte. Bucaro inizia l'infinita serie di "vasche" davanti alla panchina: chiama, richiama, suggerisce. Il pubblico osserva, silente ma rispettoso. Ci prova Cuppone a stimolare l'animo del tifo ma ottiene solo qualche "eddai tira!". Né accende entusiasmo il bel gol di Merola. Lo scenario cambia alla ripresa, quando cessa l'Aventino del tifo organizzato. E almeno in decibel e colori l'ambiente riacquista sembianze da stadio. Alla fine ancora insulti al presidente e qualche timido applauso alla squadra, che non va da una curva insofferente. E mentre fuori scemano presto le "chiamate" al presidente, arrivano i crudi numeri a documentare una simbiosi irrimediabilmente persa. 3108 (60 ospiti) i presenti ufficiali (compresi gli abbonati rimasti a casa). Sbiadiscono i ricordi dei festosi 13mila col Catanzaro o i 20mila del play off col Foggia. Sono passati mesi non anni. Ma tant'è. Questa è la Pescara calcistica di oggi. (w.n.)
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