D’Arcangeli si coccola i suoi giovanissimi

8 Aprile 2019

L’allenatore: «Ha ragione Penè quando dice che non conta l’età ma quello che sai fare in campo»

ROSETO. Stanco ma felice a fine gara il coach degli Sharks D’Arcangeli: «Una bella vittoria che, dopo i dovuti calcoli, ci permette di dire che i play off sono conquistati. Complimenti ai miei ragazzi per questa prova, nonostante avessimo passato l’ultima settimana con l’infermeria piena: hanno il merito di aver capito subito che tenendo in mano la gestione del ritmo gara, e rimanendo sempre aggressivi per costringerli alle palle perse, ci metteva nelle condizioni di conquistare la vittoria. In realtà pensiamo di poter giocare in modo ancor più aggressivo. Stavolta abbiamo scelto di fare certe cose in difesa con continuità ed è andata esattamente come avevamo previsto, sconfiggendo quindi anche quel piccolo tarlo che poteva essersi insinuato nel gruppo: la conquista anticipata della salvezza, in qualche modo poteva lasciarci un po’ di torpore». Questa partita mette agli atti anche che il roster di Roseto si è allungato: il diciassettenne Abramo Pené in quintetto base, e poi nelle rotazioni a giocare minuti importanti anche il classe 2003 Nicola Giordano. «Giordano», continua il coach, «è stato intelligente a far stancare Ferguson, ma lui ha una testa incredibile, che gli permette di fare bene sia in campo che a scuola. La verità è che ha ragione Pené quando dice che non conta l’età, ma quello che sai fare in campo: ecco perché questi ragazzi possono farcela, sanno di potersi prendere dei rischi ma sanno anche di poterci giocare a basket. E senza falsa modestia, a Roma ne abbiamo almeno altri 10 come loro, ciascuno pronto a giocarsi la propria opportunità, che è non quella di sfondare in questo mondo ma quella di portare ciascuno il proprio mattone per la squadra». Senza più gli ultrà, e con la giornata biancazzurra in corso, le tribune hanno fatto lo stesso il proprio dovere, quando si sono tutti alzati in piedi a spingere dopo l’ennesimo fallo tecnico: «Bellissima sensazione. Non avevo questo tipo di abitudine e ammetto che mi sono venuti i brividi durante il match: avere la spinta dei tifosi ad ogni rientro in campo, oppure nei momenti di difficoltà ci ha dato motivazioni extra. Mi è piaciuto essere l’allenatore di Roseto». Il futuro dei biancazzurri adesso si tinge di rosa: «Dopo un giorno di riposo inizieremo a pensare alla partita di domenica prossima, ancora in casa, contro Ferrara: ci piacerebbe continuare a vincere per consolidare le nostre prestazioni». (m.r.)
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