D’Aversa accusa Tesser: non è stato professionale

13 Dicembre 2015

Il tecnico: da un collega non me l’aspetto, ha messo pressione sull’arbitro Abbiamo sbagliato ad abbassarci troppo. Ora ricarichiamoci per il derby

AVELLINO. Chiamatelo harakiri, chiamatelo suicidio, ma la considerazione è che non si può perdere così. Non si può perdere dopo essere passati in vantaggio per 2-0 e il Lanciano lo sa. La squadra rossonera ha perso una ghiotta possibilità, per una serie di circostanze.

La delusione è palpabile nell’ambiente frentano e lo stesso tecnico Roberto D’Aversa ha il volto rigato dall’amarezza. Nel post partita l’ex capitano dei rossoneri dimostra anche una certa rabbia nei confronti dell’allenatore dell’Avellino, Attilio Tesser.

«Da un collega mi aspetto che reclami il giusto, non per portare l'arbitro dalla sua parte. Non mi è piaciuto il suo atteggiamento nell’intervallo», argomenta D’Aversa a fine partita, «e così facendo l’arbitro ha ricevuto enormi pressioni rispetto agli episodi del primo tempo, avrebbe dovuto fare più il professionista». “Lezioni di stile” da parte di D’Aversa a Tesser, il quale nella sua conferenza ha risposto per le rime al mister nato in Germania. «Io solitamente non parlo mai dei colleghi. All’arbitro ho solo chiesto perché non era stato assegnato il rigore per il mani di Mammarella, l’arbitro ha spiegato, io resto dell’idea che ha sbagliato. Io poco professionista? Prendo atto dal maestro D’Aversa». Poi, la partita: «Non è mai semplice giocare in inferiorità numerica per 40'», spiega D’Aversa, «considerando anche che era la terza partita in una settimana. Ci siamo abbassati troppo, abbiamo consentito all’Avellino di sfruttare le palle alte. Siamo molto amareggiati per il risultato, in vantaggio di due gol forse abbiamo pensato di avere già la partita in pugno ed è stato un errore grave».

D’Aversa poi ritorna a parlare della direzione arbitrale, recriminando per il terzo gol dell’Avellino e per il rosso ad Aquilanti. «C’è rammarico perché poteva essere fuorigioco di Trotta sulla rete di Castaldo. L’espulsione? Ci può stare, ma diciamo che la gestione dei cartellini non mi ha convinto».

Tante responsabilità, però, anche da parte del Lanciano: «Ci siamo abbassati troppo, a prescindere dall’inferiorità numerica, perché non è detto che se una squadra è in dieci non può vincerla. Piccolo mi ha chiesto il cambio perché aveva subìto una botta alla caviglia. Poi ho deciso di tenere in campo Lanini per avere più profondità». Morale sotto i tacchi per il Lanciano, che sabato avrà il derby col Pescara al Biondi. «L'umore non può che essere dei peggiori. Però abbiamo il derby, ricarichiamoci mentalmente e fisicamente».