D’Aversa: «Lavoro ed entusiasmo per il mio Lanciano»

22 Luglio 2014

Il tecnico pescarese ha firmato un contratto triennale: «Darò tutto me stesso, la salvezza è il primo obiettivo»

LANCIANO. «Non una scommessa, non una scelta dettata dall’amicizia, ma una decisione presa con la consapevolezza di affidare la squadra ad un uomo professionalmente valido e di cuore». Con queste parole la presidente Valentina Maio ha annunciato ufficialmente Roberto D’Aversa come sesto allenatore della Virtus targata Maio. D’Aversa, 39 anni il prossimo 12 agosto, che ha alle spalle 20 anni di professionismo con 500 partite disputate tra serie A e B, guiderà i rossoneri nel terzo campionato di B. E lo farà con un contratto triennale in mano.

D’Aversa, parte una nuova avventura.

«Ringrazio la famiglia Maio che mi sta dando una grande occasione. Molti allenatori fanno anni di gavetta e non riescono ad allenare in B, io invece sono qui. A prescindere da come andranno le cose, ringrazio quindi i Maio e il ds Leone, i primi a credere in questa possibilità».

Appena nel maggio 2013 ha appeso le scarpe al chiodo...

«Ho bruciato le tappe (sorride, ndc)… E’ un ruolo delicato e di responsabilità. Posso promettere che quello che ho fatto da calciatore e poi da dirigente, lo farò anche da allenatore. Ce la metterò tutta e chiederò al mio staff, alla squadra, ai tifosi di aiutarmi».

Sarà un allenatore- “studente” visto che dovrà frequentare il supercorso di Coverciano per il patentino di serie A e B.

«Sì, andrò una volta a settimana a Coverciano, il lunedì, ma non tutte le settimane. Le lezioni ci saranno soprattutto a fine stagione. In ogni caso, lascio la squadra ad uno staff eccezionale: al vice Andrea Tarozzi, al preparatore dei portieri Alberto Bartoli e ai preparatori atletici Danilo Massi e Ivano Tito».

Da chi parte D’Aversa?

«Da un gruppo storico con cui ho diviso tre anni di grande valore, prima umano e poi professionale. E poi dall’entusiasmo dei giovani».

Un gruppo storico con cui ha diviso lo spogliatoio fino a due anni fa. Non teme che l’amicizia possa condizionare le sue scelte?

«Sì, fino a due anni fa condividevo con molti ragazzi lo spogliatoio e le cene. Ma un po’ di distacco c'è stato già l'anno scorso per via della carica che rivestivo, direttore dell'area tecnica. Credo che non ci saranno problemi, né influenze di alcun genere, siamo professionisti. Poi è una questione di rispetto in generale e di rispetto per i ruoli. Io rispetto senza dubbio il loro ruolo».

Che allenatore sarà, come Gautieri o come Baroni?

«Entrambi, in maniera diversa e con caratteristiche diverse, hanno svolto un ottimo lavoro. Spero di prendere il meglio da entrambi anche se ogni allenatore ha il suo carattere e il suo pensiero».

Il suo carattere è molto focoso, tanto che lo scorso anno è stato anche allontanato dalla panchina...

«Dovrò stare calmo, devo essere di esempio. Ma lo scorso anno sono stato allontanato solo perché una volta mi sono alzato dalla panchina aggiuntiva e un’altra per essermi sfogato in un post gara acceso».

Che modulo userà, il 3-5-2 o il 4-3-3?

«Oggi non importa il modulo che adotteremo ma con quale atteggiamento la squadra affronterà il campionato. Bisogna tirare fuori la grinta, dovremmo correre più degli altri. Ho provato il 3-5-2 perché ho giocatori che possono giocare con questo modulo, ma il Lanciano ha nel suo Dna il 4-3-3. Molto dipenderà dai giocatori che avrò a disposizione, dalle loro caratteristiche».

La squadra, infatti non è ancora completa..

«Numericamente non siamo a posto, ma sono fiducioso. Preferisco attendere che fare scelte azzardate. Certo, avere in ritiro l’organico quasi al completo ha i suoi vantaggi, ma ricordo che abbiamo vinto un campionato con una squadra fatta all’ultimo momento e che doveva salvarsi».

La salvezza: è ancora questo l’obiettivo dopo un anno eccezionale o si punterà ai play off?

«E' lecito sognare, ma restare in B, il più a lungo possibile, è il nostro obiettivo».

Teresa Di Rocco

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