Da Vitturini a Torreira, perché non provarci?

Ecco i baby della Primavera in rampa di lancio. Solo il ghanese Selasi è riuscito a conquistare Baroni
PESCARA. La Primavera è un serbatoio importante da cui attingere. Finora, però, solo Ransford Selasi, centrocampista classe 1996, ha avuto la fortuna di attirare davvero le attenzioni di Marco Baoni. Sono almeno 7 i giocatori pronti per il grande salto, ma finora soltanto il mediano ghanese è riuscito a ritagliarsi un po’ di spazio con 14 gare disputate (10 partendo dal 1’).
Tante panchine e mai un minuto in campo. Dicono che sia il nuovo astro nascente della “cantera” biancazzurra. Tosto e battagliero, in campo si fa rispettare nonostante il suo metro e sessanta d’altezza. Parliamo di Lucas Torreira, uruguaiano classe 1996, arrivato lo scorso anno da Wanderers Montevideo. Nasce come seconda punta, ma col tempo arretra il proprio raggio d’azione diventando un mediano interditore davanti alla linea difensiva. Lo paragonano a Gargano, ma in molti rivedono in lui i colpi di Pizarro. Un mix perfetto tra il lavoro sporco da incontrista e i compiti di regia. Dunque, un centrocampista moderno.
Davide Vitturini è l’ultimo gioiello del settore giovanile del Pescara. Nella difesa tre troverebbe il suo habitat naturale, ma con il tempo è diventato un terzino destro di gran valore, forse il migliore in circolazione. Non è un caso se la Juventus lo sta monitorando da tanto tempo. Ha già fatto l’esordio in prima squadra, ma è stato dimenticato troppo in fretta, complice anche un lungo infortunio. Vitturini ha giocato in Tim Cup contro il Sassuolo e poi l’ottima gara in campionato con la Pro Vercelli. Il 18enne difensore è da qualche anno è nel giro delle nazionali giovanili (Italia Under 16, 17 e 18).
Cinque anni fa il responsabile del vivaio biancazzurro, Antonio Di Battista, lo ha portato nei Giovanissimi prelevandolo dal Villa Raspa insieme a Calore e Milillo. Quest’ultimo è un difensore di prospettiva che ha dalla sua la prestanza fisica calcolando i 195 centimetri d’altezza. Dalle movenze assomiglia molto a Salamon e gli addetti ai lavori dicono che abbia davanti una carriera scintillante.
L'attaccante Denis Di Rocco, pescarese purosangue classe 1997, è da diversi anni nel giro delle nazionali giovanili (under 16,17 e 18). Può giocare seconda punta ed esterno offensivo nel 4-3-3.
Grande passo, fortissimo in progressione e devastante in campo aperto. Ha già ricevuto la maglia numero 36, facendo l’esordio in panchina a gennaio allo stadio Dall’Ara di Bologna.
Il centrocampista Lorenzo Paolucci, è il faro della Primavera biancazzurra e ha fatto l'esordio in B, il 17 gennaio, a Trapani. Nell’ultima stagione è cresciuto tantissimo. Duttile, può ricoprire tutti ruoli del centrocampo. È il fratello di Andrea, capitano e centrocampista del Cittadella. Tra i due ci sono 10 anni di differenza, ma il destino sembra lo stesso. Anche il fratello maggiore, infatti, è cresciuto nel vivaio biancazzurro per poi passare alla Fiorentina.
Il portiere Tomasch Calore, ha compiuto 18 anni da poco, ma ha già la mentalità del calciatore esperto. Il suo papà, Lamberto, è stato per anni direttore tecnico della blasonata Ignis Varese, con la quale ha vinto scudetti e coppe, e ha scoperto diversi cestisti come Vescovi, Rusconi, Sacchetti e Andrea Meneghin. La madre di Tomasch, Tatiana, è un ex campionessa di volley della nazionale slovacca. Calore inizia come difensore e poi col passare del tempo è diventato portiere.
Già lo scorso anno si era affacciato nel ritiro estivo della prima squadra, quando l'allora tecnico Pasquale Marino lo convocò dal gruppo Allievi. In questa stagione è lui il titolare della Primavera ma spesso si allena insieme ai più grandi Aldegani, Aresti e Fiorillo, tanto che gli è stato assegnato il numero 22 e ha già fatto un paio di panchine.
(l.d.m.)
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