Dal 1986 al 1989 l’ultima volta in A2

18 Giugno 2019

Viaggio nella storia del movimento pescarese. Nel 1970 il primo salto di qualità

PESCARA. Con il successo di Montecatini il basket pescarese si arricchisce si un nuovo prestigioso capitolo. L’Amatori di Stefano Rajola e dei suoi “eroici” ragazzi, società compresa, riporta la A2 a Pescara per la seconda volta. L’evento premia anche i sacrifici di una dirigenza che da anni lavora, investe e si impegna per tenere alto il livello del basket cittadino. Una promozione che anche in questa stagione non trovava molti accreditamenti nei pronostici della vigilia, e che per questo assume i connotati di maggior valore. Una nuova spinta per il movimento e per lo sport cittadino, che ha riscoperto il basket, e che dovrà cercare ora di capitalizzare il successo per consolidare la presenza nella nuova ambita categoria. La prima promozione in serie A2 risale alla stagione 1985/1986 quando la Facar del presidente Felice Clivio e del tecnico emergente Marcello Perazzetti (pescarese doc come oggi lo è Rajola) entrò nell’èlite della pallacanestro nazionale. Era l’evoluzione della vecchia Libertas, nata ai tempi del Florida, che nella vittoria di Caserta, al Palamaggiò, superò nello spareggio il Vini Sardegna Cagliari, facendo registrare un esodo rilevante di tifosi ed appassionati verso la Campania, circa 2.500 persone divise tra pullman e auto private. Una vittoria che sancì l’inizio di un triennio in A2 (dal 1986 al 1989) che, sempre con Perazzetti in panchina e la passione di storici dirigenti, tra i quali Gaetano D’Urso e Vittorio Schiazza, arricchì le domeniche pescaresi portando al nuovo Palaelettra un’ondata di passione e interesse. Mark Crow, Ernst Wansley, e poi il fuoriclasse Tony Zeno, prima di Gaddy, Berry e Rory White, furono gli stranieri scelti dalla Facar per la disputa di tre campionati indimenticabili. Il precedente più recente che riguarda l’Amatori, in fatto di promozioni, risale al campionato 2010/2011 quando i pescaresi conquistarono sul campo la serie B. Erano allenati da Vidak Razic, che a metà stagione aveva rilevato in panchina Gianluca Quarta, oggi tecnico del Nardò eliminato in questi play off dai ragazzi di Rajola. Anche quella fu una sorpresa, arrivata dopo memorabili finali giocate contro Roseto, e produsse la stabilizzazione della presenza nella terza categoria nazionale, oggi elevatasi alla A2. In verità la serie B venne conquistata dall’Amatori anche nel torneo 2001/2002, con Gabry Di Bonaventura in panchina, ma si trattò di un ripescaggio, dopo aver perso gli spareggi sul campo contro Palestrina. Ed il quel caso l’avventura in B durò una sola stagione. Andando ancora a ritroso nella storia dell’Amatori, la prima promozione in C1, con una squadra tutta formata da giocatori del vivaio pescarese, ci fu nel 1997/98, con un giovane Ivano Di Sciascio in panchina, oggi nei quadri dirigenziali, e con - opportuna casualità - la stessa struttura dirigenziale attuale. In tema di promozioni significative per il basket pescarese, come non ricordare quella della prima volta in B nella stagione 1969/70 della Max Meyer, maturata sul campo all’aperto del Florida, con Cesare Moscianese in panchina e il grande presidente Bruno Di Fabio; rappresentò il primo effettivo salto di qualità che il movimento di allora meritava ampiamente, proprio come oggi.
Paolo Toro
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