De Filippis, un ds vastese nel miracolo lucano

Il dirigente racconta il Picerno: «Facciamo risultati attraverso il gioco, qui c’è una grande società»
Il Teramo domenica troverà sulla sua strada una matricola della serie C, l’Az Picerno. Che si porta dietro una storia da raccontare, perché si tratta di una favola calcistica. Un paese di quasi 5.000 abitanti al primo anno tra i professionisti. Non gioca a Picerno, ma al Viviani di Potenza, perché lo stadio del piccolo centro lucano è in via di ristrutturazione per essere omologato alla C.
Lo stadio in erba sintetica da adeguare si chiama Donato Curcio, porta il nome del presidente e del protagonista di questa favola. Donato Curcio, oggi vicino agli 80 anni, è partito da Picerno e negli Usa ha fatto fortuna, tanta da finanziare anche diverse attività del paese natio, tra cui il calcio. Vive tra Buffalo e Miami e 2-3 volte l’anno torna in Italia. Finanzia l’Az Picerno per riconoscenza verso il suo paese. Nella passata stagione la squadra di Giacomarro ha vinto il girone H della serie D, al cospetto di club blasonati. Adesso naviga nei bassifondi della classifica e per tutta la stagione giocherà al Viviani dove, quando gioca il Picerno, ci sono 7-800 spettatori che si fanno poco meno di 30 chilometri ogni domenica per spostarsi a Potenza. «È come giocare fuori casa, perché al Viviani non abbiamo la possibilità di allenarci. Durante la settimana lavoriamo in un centro sportivo nella vicina Tito».
A parlare è Pino De Filippis, ex portiere e direttore sportivo della Vastese, oggi ds del club lucano dopo che in estate Domenico Giacomarro si è adoperato per averlo al suo fianco. «Dobbiamo salvarci», è l’imperativo che ripete il vastese De Filippis. «L’indisponibilità del nostro campo è un handicap a maggior ragione se si tiene conto della difficoltà del girone C della serie C. Questa situazione mi ricorda l’anno in cui stavo alla Val di Sangro e, al primo anno in C2 (all’epoca Seconda divisione, ndr), giocammo per un paio di mesi a Chieti per poi accelerare nel rendimento quando tornammo a Montemarcone di Atessa. In questo campionato ci sono sette-otto squadre fortissime, nettamente superiori alla media. Abbiamo una grande società alle spalle, questo sì. E magari avremmo meritato anche qualche punto in più in classifica. Ad esempio, domenica scorsa abbiamo perso a Terni in maniera immeritata».
Squadra lucana in gran parte composta dai giocatori che hanno vinto la serie D. Ma il Teramo domenica a Potenza ritroverà due facce conosciute: il difensore Caidi e l’attaccante Sparacello, che però è infortunato. «Caidi è una certezza», spiega il ds vastese, «all’inizio ha fatto un po’ fatica, ma da quando si è inserito nei meccanismi di Giacomarro sta confermando tutto il suo valore. Sparacello, invece, è partito bene, poi ha avuto questo infortunio che non ci voleva…». Az Picerno che solitamente Giacomarro, ex centrocampista e allenatore della Vastese, schiera con il 3-5-2. «Giacomarro ha sempre anteposto il gioco a qualsiasi altra caratteristica», continua De Filippis, «è così anche adesso. Siamo una squadra che predilige giocare la palla». E il campionato? «Ci sono tanti club blasonati, ma a me è piaciuta la Reggina per l’intensità di gioco. Ha una marcia in più oltre a individualità di spicco». E il Teramo? «L’ho visto quattro volte», risponde De Filippis, «ha grandi individualità e non poteva che emergere il suo potenziale. Non mi meraviglia la serie di vittorie. Secondo me, ha anche ulteriori margini di miglioramento. Ci sarà da soffrire domenica, ma noi siamo molto motivati. Dobbiamo risalire la china in classifica».
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