Di Feliciantonio vota il Diavolo

12 Aprile 2018

«Espugnare il Riviera delle Palme sarebbe fondamentale per conquistare la salvezza»

TERAMO. Sambenedettese-Teramo è una gara speciale per Diego Di Feliciantonio. Allenatore professionista, classe 1947, Di Feliciantonio vivrà da doppio ex il "quasi derby" del Riviera delle Palme in programma domenica. Teramano di nascita, ha rivestito il ruolo di allenatore in seconda dei biancorossi (in C1 e C2) nelle stagioni 1987-'88, 1988-'89, 1989-'90 e 1991-'92 e ha guidato la prima squadra della Sambenedettese in C1 (stagione 1993-'94) e in serie D (1995-'96). Nel passato di Diego Di Feliciantonio ci sono anche tante esperienze nei settori giovanili (a Nepezzano ha vinto due campionati Juniores) e come osservatore di vari club come Ternana, Ancona, Catania, Fidelis Andria e Lodigiani.
Come finirà la gara di domenica?
«Mi accontenterei di un pari, ma spero in una vittoria del Teramo. Espugnare il Riviera delle Palme sarebbe fondamentale per la permanenza in C dei biancorossi».
Come dovrà giocarsela il Teramo?
«Con coraggio e pressando gli avversari. Bisognerà stare attenti sulle fasce, dove la Samb è temibile. L'assenza di Speranza (squalificato, ndc) è pesante, ma non deve intimorire la squadra. Fossi in Palladini me la giocherei col 3-5-2, mettendo due giocatori rapidi in attacco».
Che ne pensa di Palladini e Capuano?
«Il primo è un tecnico bravo, è umile e sta facendo bene con il materiale che ha a disposizione. Eziolino Capuano, tecnico esperto e grande stratega, ha invece il difetto di autocelebrarsi un po' troppo. Non a caso il patron Fedeli lo punzecchia spesso».
A proposito, dei presidenti Campitelli e Fedeli che opinione ha?
«Sono molto simili e passionali. Campitelli, in diverse occasioni, viene consigliato male e lo fanno sbagliare. Con gli allenatori è troppo impulsivo. Non avrei esonerato Asta, per esempio. Fedeli è un po' più riflessivo e si circonda di persone che sanno come consigliarlo».
Vede ancora Campitelli nel futuro del Teramo?
«Molto dipende dall'esito di questa stagione. Se il Teramo si salva, Campitelli può ritrovare entusiasmo e ripartire, magari facendosi affiancare da qualcuno».
Che ricordi ha delle sue esperienze a Teramo e a San Benedetto?
«Ci sarebbero tante cose da raccontare. A Teramo ho avuto modo di affiancare tecnici come Di Giacomo, Vannini, Mattè e Torresani e di fare crescere giocatori del calibro di Centofanti, Cappellacci, Bucciarelli, Falconi e Collevecchio. A San Benedetto ho avuto l'onore di allenare la prima squadra, togliendomi belle soddisfazioni in C1 nel 1993-'94. In quella squadra c'erano elementi come Carmine Esposito, De Patre, Di Giannatale, Visi e Giuseppe Manari, Nel '95-'96, sempre con i rossoblù, ho lanciato Cristian Bucchi».
Ha un rimpianto nella sua carriera?
«Sì. Non essere mai riuscito a ricoprire il ruolo di primo allenatore del Teramo. E' un grande rammarico per me e lo vedo come uno sfregio nei miei confronti».
Gaetano Lombardino
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