Di Francesco: «Pescara favorito nella corsa alla A»

23 Maggio 2016

Nel 2010 il tecnico vinse i play off di Lega Pro portando il Delfino in B

PESCARA. Una gioia immensa. Per la prima volta nella storia, un allenatore abruzzese ha conquistato l'accesso ad una coppa europea. Eusebio Di Francesco, 46enne pescarese, con il suo Sassuolo ha chiuso il campionato al sesto posto e, grazie alla vittoria della Juventus sul Milan nella finale di coppa Italia, ha festeggiato l'ingresso nell'Europa League (preliminari il 28 luglio e 4 agosto, 18 e 25 agosto). Un traguardo impensabile qualche anno fa, se si pensa che gli emiliani nel 2005 partecipavano al campionato di serie C2. L’exploit ha esaltato le qualità del tecnico abruzzese che è alla guida del club neroverde dal 2012.

Sabato pomeriggio, prima del match Juve-Milan, Di Francesco ha partecipato al convegno "Mapei Sport: 20 anni di ricerca, assistenza e cultura per lo sport", organizzato dalla Mapei, florida azienda di proprietà del patron del Sassuolo Giorgio Squinzi. Al termine del meeting, Eusebio è tornato a Pescara dove ieri c'è stata la comunione di Luca, il più piccolo dei suoi tre figli. Di Francesco è anche l'ultimo allenatore capace di vincere i play off sulla panchina del Pescara. Nel torneo di Prima divisione 2009-10, infatti, i biancazzurri chiusero la regular season alle spalle del Portogruaro, ma ottennero la promozione in serie B eliminando la Reggiana in semifinale e il Verona nella finalissima (2-2 in Veneto, 1-0 in Abruzzo).

Di Francesco, complimenti per l'impresa. Se l'aspettava?

«Ci speravo. E’ il giusto premio per il percorso straordinario che il Sassuolo ha fatto in A in questi tre anni. È un risultato che resterà nella storia del club e nella memoria dei tifosi. Comunque, anche se avesse vinto il Milan, saremmo stati felici ugualmente. In fondo, alla fine siamo arrivati sesti davanti ai rossoneri».

Squinzi ha detto che il prossimo obiettivo è la partecipazione alla Champions League.

«Intanto ci godiamo questo traguardo prestigioso. In momenti come questi è giusto ricordare da dove siamo partiti. Ogni anno siamo migliorati, adesso avremo bisogno di giocatori adatti alla nostra idea per rinforzare la rosa».

Nel 2010 portò il Pescara in B. Cosa serve per vincere gli spareggi?

«Sono due situazioni diverse. Noi eravamo in grande ascesa avendo recuperato molti punti dal Verona che era primo in classifica. Oddo non ha bisogno di suggerimenti. Non ci sono segreti, basta portare avanti il lavoro che si è fatto durante la stagione. Di sicuro in semifinale il Pescara, pur essendo arrivato quarto, non potrà pensare alla semplice gestione di questo vantaggio».

Il Trapani ha chiuso terzo. Arriverà fino in fondo?

«Cosmi ha compiuto un capolavoro. Trapani e Crotone sono le grande sorprese della serie B. Occhio ai siciliani: hanno un gruppo coeso e tanto entusiasmo, ma il valore aggiunto è Cosmi che ha grande esperienza e capacità per gestire queste situazioni. Inoltre, c'è Petkovic che ha qualità e mezzi fisici adatti per giocare in A».

Chi raggiungerà Crotone e Cagliari nella massima serie?

«La terza e la quarta sono le principali candidate, ma tra Pescara e Trapani scelgo i biancazzurri che sono giovani, sfrontati e talentuosi, mentre i siciliani hanno un pizzico di esperienza in più. Senza il turno preliminare si possono recuperare le energie fisiche e mentali, però, allo stesso tempo, non bisogna abbassare la guardia: vietato pensare di essere già in finale».

Chi le piace del Pescara?

«Ovviamente Lapadula e Caprari, che possono risolvere la partita in ogni momento. Sono pronti per la serie A. Poi aggiungerei anche Verre e Zampano».

Eppure, l'Udinese ha prestato Verre al Pescara e il Verona non ha creduto su Zampano…

«Forse un altro anno di B ha permesso loro di completare il percorso di crescita. Anche Caprari ha avuto bisogno di un altro anno tra i cadetti per fare il salto di qualità».

Lei ha fatto maturare tantissimi giovani, tra i quali c'è l'ex pescarese Politano.

«Matteo ha fatto progressi straordinari. Il suo limite era quello di allenarsi in modo discontinuo, invece quest'anno ha dato sempre il massimo durante la settimana e i risultati si sono visti».

Sassuolo luogo ideale per i talenti italiani.

«Sì, oltre ad aver riscattato Politano, abbiamo già preso Sensi e Mazzitelli. In B ci sono tanti profili interessanti, come Ferrari e Ricci del Crotone».

Mercoledì il Pescara conoscerà il suo avversario. Meglio il Bari o il Novara?

«Sono forti entrambe. Baroni dispone di una rosa competitiva, soprattutto in attacco ci sono calciatori in grado di fare male, come Galabinov, Evacuo e González. Poi c'è l'insidia del sintetico, che a Novara è più veloce rispetto agli altri. Il Bari, invece, negli ultimi tempi ha mostrato qualche problema, però vincere in casa loro davanti a 30.000 spettatori è sempre un'impresa, anche se poi i valori emergono. In definitiva, dico che il Pescara non deve temere nessuno».

Sul Lanciano cosa può dirci?

«Ho visto la partita di Livorno. Al di là del rigore dubbio, nel secondo tempo la squadra mi è sembrata in crescita. I rossoneri sono stati bravi a non demoralizzarsi, ma ora non bisogna mollare. Contro la Salernitana saranno due battaglie». Un consiglio per Maragliulo?

«Lui conosce bene i suoi giocatori. Dall'esterno posso soltanto dire che nella gara di andata bisogna mantenere la calma e non cercare la vittoria in modo esasperato».

Purtroppo, suo figlio Federico sarà squalificato.

«Peccato, l'espulsione a Livorno non c'era. L’importante è che la squadra sia convinta di poter raggiungere l’obiettivo. In fondo, anche quest’anno il Lanciano ha disputato un ottimo torneo».

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