Di Fulvio, il bronzo del predestinato

Prova di sostanza e assist: il pescarese del Settebello aggiunge la medaglia olimpica a una bacheca personale già ricca
PESCARA. A distanza di 24 anni un pescarese conquista una medaglia olimpica nella pallanuoto maschile. Francesco Di Fulvio dopo Marco D'Altrui e il francavillese Amedeo Pomilio (anche lui a Rio come vice allenatore dell’Italia). Allora, nel 1992, fu oro a Barcellona con il successo sui padroni di casa della Spagna. Stavolta è un bronzo che, però, sa tanto di metallo più pregiato. Il pescarese classe 1993, che ha compiuto 23 anni una settimana fa proprio in ritiro al villaggio olimpico, è uno dei protagonisti del Settebello salito sul gradino più basso del podio della rassegna brasiliana a cinque cerchi. L'avvio della finalina è da favola con due reti azzurre nel breve volgere di 30”. Spicca in particolare la seconda realizzazione di Nicholas Presciutti con un assist perfetto di Francesco Di Fulvio che smarca con una deliziosa palombella il compagno di squadra solo davanti alla porta avversaria. Pioggia di reti nella seconda frazione di gara: le due squadre ne segnano 3 per parte e l'Italia può andare in vantaggio di una lunghezza all'intervallo lungo. Ancora a secco il pescarese in forza alla Pro Recco, che nelle ultime due stagioni ha vinto praticamente tutto con il club, che però continua a mettersi in evidenza come uomo dell'ultimo passaggio. In questo caso ne beneficia Christian Presciutti, fratello di Nicholas, abile a girare a volo imparabilmente. Il Montenegro si riavvicina all'Italia nell'ultima frazione: sul 10-11 c'è anche la palla del pareggio che “saracinesca” Tempesti blocca. Poi Mattia Aicardi toglie le ragnatele dalla retina e la festa per il bronzo può iniziare. Sandro Campagna e Amedeo Pomilio finiscono in acqua. E dopo il bagno più dolce è proprio il vice allenatore della Nazionale, l’abruzzese Amedeo Pomilio, che si presenta ai microfoni della Rai per un'analisi della partita. «I ragazzi hanno dato il cuore all'italiana maniera. Non hanno mollato un secondo e hanno messo la testa nei momenti decisivi. Sono da promuovere tutti. E' il bronzo del cuore con sette debuttanti. E' stato un anno tribolato perché ci siamo dovuti qualificare dopo una stagione massacrante, piena zeppa di impegni, ottenendo il gol decisivo per Rio a 7” dal termine». Ora è arrivato il momento di riposarsi. Francesco Di Fulvio si gode la medaglia insieme alla fidanzata Francesca, a mamma Monica e a zia Brunella giunte in Brasile per seguire da vicino le imprese del loro prediletto.
I complimenti della Regione. «Dopo le emozioni vissute con Nicolai e Lupo e l'argento ottenuto nel Bach volley», ha detto l’assessore regionale allo sport Silvio Paolucci, «l'Abruzzo è ancora sul podio olimpico grazie al pescarese Di Fulvio che ha messo il suo sigillo sulla conquista della medaglia di bronzo degli azzurri della pallanuoto. Segno evidente che il movimento sportivo regionale vanta delle stelle di prima grandezza su cui costruire un futuro altrettanto roseo. Ancora complimenti».
Marco Ratta
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