Di Paolantonio: Roseto, gioca da squadra

5 Novembre 2016

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ROSETO. Il coach del Roseto Sharks Emanuele Di Paolantonio, pur felice per il bel momento della squadra che arriva da due vittorie casalinghe, veste oggi i panni del pompiere, alla ricerca della concentrazione: «Siamo tutti contenti di come stanno andando le cose, ma non vogliamo distrarci. Ci aspettano due turni impegnativi in trasferta prima a Forlì, e poi contro Recanati», la prima dichiarazione del coach, che poi ragiona sui forlivesi: «Una neopromossa di grande tradizione, che ha tenuto il nucleo storico della serie B, composto da giocatori esperti di questo campionato, a cui hanno aggiunto due americani davvero bravi». Blackshear e Crockett sono ai vertici delle statistiche, tra punti e rimbalzi: «Non per nulla nelle loro partite casalinghe fatturano insieme 45 punti, 19 rimbalzi e 5 assist di media», allarga le braccia l’allenatore rosetano, che prosegue nella sua disamina: «Forlì appoggia il gioco su di loro, noi dovremo fare attenzione agli isolamenti di Blackshear, e all’atletismo di Crockett, cercando di tenerli nell’uno contro uno. Occhio anche ai vari Vico, Ferri, oppure Paolin sempre bravo a far canestro, e al reparto lunghi, bello solido con Rotondo ed Infante che conoscono l’A2 come le loro tasche». Mancherà Pierich, un punto a favore di Roseto: «Non è sicuro, certamente è un altro di quelli da non sottovalutare», commenta abbottonato Di Paolantonio.

Pur nel rispetto per l’avversario, Roseto ha dimostrato finora di saper giocare e vincere, sfruttando di volta in volta le sue migliori caratteristiche: qual è il segreto? «Io lavoro con un unico obiettivo che è la squadra», dice serio Lele. «Si fa tutto in quest’ottica, per cui se per vincere un match ritengo utile far giocare un atleta 5 o 30 minuti, o magari difendere solo a zona per l’intero match, lo facciamo senza problemi. Ovviamente siamo tutti consapevoli che ora va tutto bene, ma arriveranno anche momenti meno belli. Di questo dobbiamo essere consci, per esser poi capaci di tenere la barra a dritta, e continuare a puntare senza mai esitare alla salvezza», ragiona il coach, che poi racconta la settimana: «Abbiamo avuto fuori Sherrod e Paci per un sovraccarico di lavoro, e pure Casagrande martedì ad un certo punto si è dovuto fermare per lo stesso motivo. Imprevisti che non cambiano la tabella di marcia, vogliamo arrivare pronti alla palla a due».

Marco Rapone

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