«Dobbiamo fare qualcosa di speciale»

Buffon: «Sono la squadra più completa, ma anche nel 2012 eravamo sfavoriti»
BORDEAUX. Vi ricordate lo spot televisivo di Sky pre-Europeo? C’era Gigi Buffon che scambiava due battute amichevoli, commentando: «La cosa bella è quando ti ritrovi a vedere le partite degli altri, quando tifi veramente per la squadra più debole perché vorresti vincere l'Europeo senza incontrare Germania, Spagna, Francia...». Una “gufata” epica, adesso cerchiamo di portarla sino in fondo.
Il confronto. Gigi Buffon le ha vissute tutte le sfide contro la Germania, è un almanacco storico. «Nel 2006 c’era grande ansia, si trattava di una semifinale di un Mondiale ed eravamo in trasferta contro i padroni di casa. In più sentivamo la responsabilità di un riscatto sociale che volevamo regalare ai nostri emigrati. Insomma, c’era molta più tensione di oggi».
Più facile un paragone col 2012 visto che anche allora partivamo sfavoriti. «È vero e sapevamo che c'era bisogno di un qualcosa di speciale per guadagnarci la finale, un po’ come oggi. Ora il divario è probabilmente anche aumentato, loro sono campioni del mondo e con molte certezze: noi quelle certezze le stiamo cercando, e in parte le abbiamo trovate».
Buffon contro Neuer. Il duello nel duello, la sfida tra due numeri 1 in ogni senso. Nei giorni scorsi Buffon aveva dichiarato “lui è più forte di me”, e ora non fa passi indietro. «Sì, l’ho detto e non è una valutazione che mi svilisce. Penso di sapere benissimo ciò che sono stato, ciò che sono ora e quello che sarò nei prossimi due anni. Mi fa stare molto sereno. Sarebbe offensivo paragonarlo a un portiere di 38 anni, mi sembra normale dare questo tipo di risposta, essere carino nei suoi confronti».
Gomez e i suoi amici. Dopo Ibrahimovic e Morata, la rimpatriata prosegue con Mario Gomez. «Il pacchetto offensivo di una squadra dipende da troppe variabili. Però sì, conoscere meglio le caratteristiche di un giocatore può aiutare»
La corazzata. È forte questa Germania, più della Spagna. Lo capiscono i tifosi, lo dice Conte, lo ripete Gigi Buffon. «Oltre al talento e ai calciatori, oggi la Germania ha anche un'organizzazione che è cresciuta molto in questi anni. Io penso che sia la squadra più completa di tutti. Si avvicina più a un club che a una nazionale».
Come batterla allora? Quindi sono insuperabili? O possiamo batterli? Buffon allarga le braccia. «Finora siamo stati bravi, ora vogliamo esserlo in maniera ancora più convincente. Dovremo migliorare ancora per andare avanti e continuare a sognare».
Un attimo di silenzio, poi Bufon sorride. «Oddio, vedendo la squadra che incontriamo, sarà dura. Fatica, sudore, strapazzo fisico ed emotivo saranno portati all'esasperazione». Una battaglia insomma. Da affrontare con coraggio e da portare in fondo. Proprio come la “gufata”.(al. ber.)
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