Dolore, angoscia e lacrime «Non dovevamo giocare»

Esordio amaro per Donatelli: «La tragedia del Rigopiano ci ha segnato»
PESCARA. Il Pescara è sempre più vicino alla retrocessione in serie B. Il baratro è a un passo e anche ieri è arrivata l’ennesima batosta. Stavolta, però, non in un clima di contestazione. Il pensiero è tutto rivolto alla tragedia dell’hotel Rigopiano, a un pugno di chilometri dallo stadio Adriatico. Il minuto di silenzio, gli applausi, le lacrime. Il Delfino ha nuotato in un mare di dolore e rabbia. «Si sarebbe potuto evitare di giocare, ma non è una situazione che è dipesa da noi».
Marcello Donatelli, che ieri ha sostituito il tecnico Massimo Oddo, squalificato, ha espresso il suo pensiero. In quella struttura lui, Oddo e le rispettive compagne erano di casa. A fine ottobre l’ultima volta che avevano alloggiato al Rigopiano. «Si poteva evitare di scendere in campo per quello che è accaduto. La squadra voleva regalare un piccolo momento di gioia agli abruzzesi, siamo tutti colpiti. Conosciamo benissimo la struttura, i dipendenti e siamo stati spesso loro ospiti». Donatelli, pescarese doc, è provato dalle notizie che sono arrivate e continuano ad arrivare da Farindola. «I ragazzi sono rimasti molto colpiti. Siamo costantemente aggiornati della situazione. Tra di noi si è parlato molto di questa cosa in questi giorni. Con il cuore vicini a Rigopiano, alla gente che sta ancora là sotto e a chi sta lavorando per salvarli».
Difficile affrontare il discorso prettamente sportivo e Donatelli commenta così l’ennesima figuraccia, che condanna sempre più i biancazzurri alla retrocessione. Il quartultimo posto occupato dall’Empoli è sempre più lontano e il Pescara è sempre più all’ultimo posto in classifica. «La situazione è difficile», osserva il vice di Massimo Oddo, che, a causa della squalifica ha visto la partita da un gabbiotto della tribuna stampa insieme al direttore sportivo Luca Leone. «Sulla situazione del campionato dico che ci dobbiamo continuare a credere anche se il distacco si è fatto grande. Se ci credono gli altri perché non possiamo farlo anche noi. Certo», continua con molta serenità. «Sulla situazione di classifica siamo realisti, la situazione è difficile, abbiamo una partita da recuperare anche se il distacco si è fatto più grande. Contro il Sassuolo, la squadra ha fatto una gara difficile ma generosa». E ancora: «Abbiamo preso il secondo gol nel nostro momento migliore». Gli errori grossolani dei singoli sono stati evidenti. «Se prendiamo certi gol vuol dire che abbiamo dei problemi altrimenti avremmo tutt’altra posizione in classifica. I ragazzi hanno dato tutto, facendo degli errori come ne facciamo noi dello staff tecnico». Bizzarri poco sicuro e difesa mediocre. «Non mi piace parlare di individualità e di errori dei singoli, perché li fanno tutti, quindi nel caso di Bizzarri non è un discorso che voglio affrontare perché sarebbe irrilevante e non giusto».
Il 39enne vice allenatore ha le idee chiare e si dimostra sicuro davanti ai microfoni. «La testa in questo momento non ti porta ad avere la giusta spensieratezza». E con il mercato invernale il Delfino sta mutando tatticamente. «Credo che sia normale. Prima eravamo spensierati e non avevamo una situazione di classifica complicata. Ora invece è tutto l’opposto e hai a volte paura di ciò che puoi fare con la palla. Gli acquisti di mercato sono importanti, si sono presentati bene ma sono fuori. Gli infortuni sono di natura traumatica. Si sono messi a disposizione e sono convinto che daranno un grande contributo. Il Pescara tatticamente ha cambiato pelle perché siamo costretti per la nostra situazione di classifica». E sulla scelta di fare giocare Cristante nonostante sia a un passo dall’Atalanta, chiude: «Nessuno ci ha detto che Cristante va via, l'ho messo in campo perché era molto tranquillo e concentrato. Il mio futuro da allenatore? Sono legato al Pescara e a Massimo Oddo, lo ringrazio per le parole che ha speso per me. Sarò sempre con lui».
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