Dos Santos: «Ci sono mancati i gol»
Dall’attaccante dell’Avezzano il rimpianto dopo l’andata di vertice
AVEZZANO. Una carriera iniziata in Brasile dove è nato 33 anni fa. Aveva solo 19 anni Mateus Dos Santos quando approdava nella massima serie carioca con la maglia del Cruzeiro, da dove spiccò il volo verso l’Italia, scegliendo l’Abruzzo come destinazione iniziale. Valle del Giovenco, Sulmona, Civitella Roveto, Matera, Chieti, Avezzano, Vastese, Francavilla, Notaresco e poi ancora Avezzano, dove ha concluso il suo quarto campionato in biancoverde, sofferto fino all’ultima giornata: «Perché dopo un girone d’andata che autorizzava a sognare, abbiamo disputato un ritorno da brividi, frutto di tante componenti, non ultima i pochi gol che la squadra metteva a segno». Quasi un’autodenuncia, che comunque ha bisogno di un chiarimento: «Quando non arrivano i gol, si dà subito la colpa agli attaccanti, ma se questi ultimi non si riforniscono di palloni giocabili, come si fa ad accusarli? E nel torneo da poco terminato», conclude Dos Santos, «di palloni giocabili ne sono sempre arrivati pochi, forse anche per via di un modulo (3-5-2) che lasciava troppo spesso le punte in balia dei difensori avversari». Inutile star qui a spiegare che raramente l’Avezzano ha provato a cambiare modo di giocare, perché comunque l’obiettivo salvezza è stato raggiunto. Ma a tre settimane dalla fine del campionato, ciò che preoccupa di più i tifosi è la strada intrapresa dalla nuova proprietà, che come prime operazioni ha “tagliato” l’allenatore Scorsini, il ds Ridolfi e lo storico segretario Puglielli.
Plinio Olivotto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

