Calcio

Dos Santos, il re del gol: «Avezzano è casa mia»

30 Aprile 2026

Marsicani promossi in Eccellenza. Il 36enne brasiliano ha segnato 36 reti e 101 in totale nelle sue esperienze biancoverdi. «Merito della squadra, ma non mi fermo qui. Il ritiro? Mi sento un ragazzino»

AVEZZANO. Se certi amori non finiscono e fanno dei giri immensi prima di tornare, quello di Mateus Ribeiro Dos Santos è un cerchio che si chiude dopo una vita passata a macinare gol e trofei fra i dilettanti ed il sogno professionismo solo assaporato. Era il 2009 quando, lasciatosi alle spalle il sole di Vitória da Conquista, nello Stato di Bahia, arrivò ad Avezzano dopo un viaggio lungo circa 9.000 chilometri. Da qui è iniziato un girovagare instancabile, ricco di storie e aneddoti scritti sui campi di tutto lo stivale e non solo. Oggi, quel giro immenso ha finalmente ritrovato il suo punto di partenza. Il bomber carioca è tornato a vestire per la sesta volta in carriera la maglia biancoverde dell’Avezzano, ma non può essere definito un semplice ritorno come gli altri. Mateus si è ripreso il centro dell'attacco nella stagione della rinascita, quella chiamata a cancellare i mesi bui della scorsa stagione culminati con la mancata iscrizione in serie D.

Dal Brasile alla Marsica. È tornato per ricucire quello strappo dove tutto ebbe inizio con la stessa fame di quando era solo un ragazzo con la valigia piena di sogni. «Ricordo ancora il mio primo gol in Italia quando arrivai nella Valle del Giovenco in serie C. Segnai all’esordio in Coppa Italia contro il Benevento e il mister era Roberto Cappellacci. Da quel giorno è iniziato questo splendido viaggio. Dopo aver esordito giovanissimo in serie A brasiliana nel Cruzeiro, decisi di partire per l’Italia per coltivare il sogno del calcio grazie anche al mister Carlo Perrone. Una volta raggiunta mia madre a Roma, mi trasferii ad Avezzano».

Carriera da record. La storia del 36enne bomber avezzanese d’adozione si snoda tra le piazze più importanti d’Abruzzo, come Chieti, Giulianova, Francavilla, Vasto e Notaresco. Un passaggio anche nella massima serie maltese, con l’intento però di tornare subito in Italia. Record su record, 341 gol all’attivo e tanto altro ancora da scrivere: «A 36 anni mi sento ancora un ragazzino. Non ho assolutamente voglia di smettere per intraprendere altre strade. Allenare? No grazie, è un mestiere troppo difficile (ride). Preferisco continuare così visto che il campionato non è ancora finito, mancando ancora due giornate».

La carica dei 101. L’Avezzano ha conquistato in anticipo il salto di categoria in Eccellenza e il bomber Dos Santos nell’ultima gara con il Mutignano è riuscito a tagliare il traguardo dei 101 gol con la maglia biancoverde: «È stata una bella soddisfazione superare quota 100 gol. Il merito non è solo mio, ma anche di tutta la squadra che mi ha messo in condizione dei fare così bene. C’è un lavoro importantissimo che coinvolge tutte le componenti, partendo dalla società, staff tecnico, rosa e non per ultimi i nostri tifosi, che sono una marcia in più in tutte le nostre partite. Vincere non è mai facile, in nessuna categoria».

Avezzano la sua casa. Sposato con Vanusa, ha due figli piccoli, Luca di 4 anni e Cristian di 12, Dos si è legato indissolubilmente alla città, dove sono nati anche i suoi bambini: «Avezzano per me è casa. Sono arrivato da ragazzo e adesso sono qui con la mia famiglia. I miei figli sono nati qui, stanno iniziando a giocare a calcio ma non ho fatto alcuna pressione su di loro. Devono fare semplicemente ciò che li fa stare bene e studiare. Il più grande Cristian gioca a calcio a 5 e fa il portiere, mentre il piccolino Luca è un tornado, corre e calcia sempre il pallone».

Mister promozione. Nel suo palmares, ci sono ben 8 campionati vinti; due in serie D con Matera e Triestina e sei tra Eccellenza e Promozione con le maglie di Sulmona, Civitella Roveto, Avezzano, Teramo e Pomezia: «Ricordo con piacere l’annata nel Chieti dove sono riuscito a vincere la classifica marcatori al pari di Titone della Samb. Una parentesi poco piacevole quando andai a Malta. Mi aveva appena messo sotto contratto l’Empoli per poi girarmi in prestito». La strada da percorrere è ancora tanta in marsica e di “saudade” nemmeno l’ombra.

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