E tra i biancorossi c’è anche il “rivale”

Il team manager Peroni è di Ascoli: «Tifo Teramo, ma i miei amici mi pungolano»
TERAMO. Un ascolano nel Teramo calcio. Nessun sabotaggio, per carità. È la storia di Alessio Peroni, nato ad Ascoli 37 anni fa e team manager della squadra biancorossa.
Questo è il suo quarto campionato alla corte del patron Campitelli. In società si è occupato anche di marketing, logistica e comunicazione e adesso la nuova avventura da team manager.
Il Diavolo si sta giocando la B proprio con l’Ascoli, anche se il distacco dai marchigiani (+5) ha proiettato la squadra di Vivarini con un piede in serie B. E lui come vive questa avventura calcolando le origini? «Bene», risponde Peroni. «Bisogna scindere la professione e la sfera personale. Sono ascolano, certo, ma il mio mondo è Teramo e tifo per i biancorossi». Dichiarazioni di facciata? «No, assolutamente. La mia squadra del cuore è la Roma, quindi figuriamoci...».
Alessio Peroni è “cresciuto” nell’Ascoli calcio accanto a Paolo De Matteis, attuale team manager del Napoli ma una vita al servizio del club bianconero all’epoca di proprietà dalla famiglia Benigni, ovvero prima del fallimento. «Per me è un vero onore lavorare nel Teramo, calcolando che ho la fortuna di confrontarmi con grandi professionisti e mi riferisco alla società, allo staff tecnico e ai 26 calciatori».
Nella sua città, però, qualcuno lo prende in giro. «Si, è vero», conferma. «I miei amici lo fanno spesso, ma anche quando sono ad Ascoli chi mi conosce e mi incontra per strada ha sempre qualcosa da ridire sul mio lavoro. Lo sfottò fa parte di questo lavoro, quindi nessun problema. Io sono un professionista e sono orgoglioso di lavorare per questo club, anche se non rinnego le mie origini».
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