Ecco i gemelli del gol e il Teramo va a più 7

Lapadula e Donnarumma-show: sarà festa domenica a Prato?
TERAMO. L’appuntamento con la Storia si avvicina inesorabile. Inesorabile come il Teramo: che salta anche l’ostacolo Lucchese, infila la 24ª partita utile consecutiva eguagliando la mitica squadra di Fantini del ’74-75 e allunga a più 7 sull’Ascoli. Si potrebbe festeggiare già a Prato salendo a +10, o più probabilmente contro il Pontedera al Bonolis alla terzultima, il prossimo 26 aprile. La città è impazzita. Gli oltre 5.200 spettatori paganti di ieri – seconda affluenza di sempre a Teramo – lo dicono in modo eloquente, anzi lo urlano al mondo. Però questo sabato pomeriggio, per quanto festoso, racconta non solo che il traguardo è vicinissimo, ma anche che la corsa non è finita. Quando il Teramo, dopo uno strepitoso primo tempo, ha staccato la spina, si è fatto schiacciare e quasi raggiungere dalla Lucchese. L’Ascoli, poi, è moribondo ma non ancora cadavere se con un guizzo all’ultimo minuto, e in dieci, ha trovato il pari a Grosseto ed evitato di finire a meno 8.
Una cosa è certa, e cioè che il primo tempo di ieri è stato uno spettacolo. Forse il frammento più bello del calcio teramano recente. I due tenori Lapadula e Donnarumma – arrivati a 38 centri in due – hanno firmato il 4-1 con cui si è andati all’intervallo segnando tre gol e mezzo (il quarto è, a norma di regolamento, un’autorete del portiere). Dietro di loro la squadra intera era un’orchestra filarmonica che suonava a memoria. Il Teramo non buttava via una palla, costruiva sempre da dietro e creava gioco d’attacco e occasioni con una naturalezza disarmante. Certo, in tutto questo contavano parecchio l’atteggiamento – e lo schieramento – della Lucchese. Galderisi ha azzardato un 4-2-4 da squadra inglese o brasiliana del tempo che fu, affrontando la capolista con la mentalità aperta di chi ormai deve solo onorare il campionato. “Nanu” è stato coraggioso, e questo gli fa onore, ma ha esagerato un po’. Si è capito subito che ci sarebbero stati molti gol visto che i toscani giocavano con quattro attaccanti che rientravano poco o nulla e con un trequartista (Losicco) in mediana. Per un Teramo concentrato e cattivo era un invito a nozze: i due gemelli erano spesso uno contro uno contro i centrali avversari e Di Matteo poteva puntare indisturbato il povero terzino Calcagni, dribblandolo con facilità irrisoria. Lapadula si è subito divorato un gol di testa (2’), poi ha firmato l’1-0 addomesticando un lancio di Scipioni e sparando un diagonale di sinistro da manuale (7’). Cenciarelli ha costretto Di Masi a una gran parata (14’), poi Donnarumma ha spinto dentro in qualche modo un assist dal fondo di Di Matteo (18’). Il tempo di rimettere in gioco il pallone e Daniele Ferretti da Pineto, il migliore dei suoi, con una rasoiata dal limite ha riaperto i giochi (19’) interrompendo a 531 minuti l’imbattibilità di Tonti. L’inopinato 2-1 non ha spento la vena aurea del Teramo: il tarantolato Lapadula ha rubato palla a Mingazzini ed è volato a depositare in rete il 3-1 (24’), ci ha provato anche Caidi (29’, fuori) e allo scadere del tempo un doppio scambio da vertigini tra i gemelli del gol ha propiziato un netto rigore (Calcagni ha steso Donnarumma a due passi dalla porta). Il capocannoniere dal dischetto ha calciato sul palo, la palla è rimbalzata sulla schiena di Di Masi ed è rotolata oltre la linea bianca (46’). Anche fortuna, sì. Ma meritata.
La macchina perfetta che il Teramo era stato nel primo tempo si è inceppata al rientro in campo causa appagamento. La Lucchese ha continuato ad attaccare a pieno organico, i biancorossi le hanno concesso spazi che in genere non concedono neanche alla Berretti nella partitella del giovedì. Risultato, Ferretti ha segnato il 4-2 con un perfetto sinistro a giro (8’) e sfiorato il palo da fuori area al 14’. Vivarini dalla panca ha fatto la voce grossa, il Teramo si è un po’ ricompattato e ha limitato i rischi ma al 44’ è arrivato come una doccia fredda il 4-3 (cross del solito Ferretti, tocco ravvicinato di Nolè tutto solo) e i minuti di recupero sono stati da batticuore, anche se super Lapadula ha tenuto palla in attacco solo contro tutti e al 49’ per lui ci stava anche un altro rigore. Alla fine è stata festa. La gente biancorossa sa che solo il Teramo può togliere la B a se stesso. E sente che non lo farà, che non può farlo.
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