«Entusiasmo e convinzione» Grassadonia tenta l’impresa

Primo allenamento del nuovo tecnico: «La classifica non mi spaventa»
PESCARA. L’impresa è ardua, quasi impossibile. Aveva sfiorato la panchina del Pescara due anni fa, subito dopo la semifinale play off persa con il Verona. Era il Delfino di Bepi Pillon, che frettolosamente non fu confermato sulla panchina biancazzurra. In lizza per ereditare la panchina dell’esperto tecnico di Preganziol, c’era anche Gianluca Grassadonia. Due anni fa non fu scelto, ad appannaggio di Zauri, ma la sua ambizione di allenare il Pescara non è mai scemata e sabato sera, poco dopo le 22, è arrivata la telefonata giusta. «Abbiamo scelto te», gli hanno detto i dirigenti del Pescara e lui ieri mattina si è messo subito in viaggio verso l’Abruzzo per raccogliere l’eredità di Roberto Breda, esonerato dopo due mesi e mezzo, che ha pagato alcune scelte tattiche e di uomini, ma che è stato anche condizionato dal mercato di gennaio. Il club ha cambiato tanto. Sono stati presi, in maniera tardiva, elementi con carriere importanti alle spalle, ma con poco ritmo gara e scarso minutaggio nelle gambe, senza andare a colmare il buco che c’è in attacco con l’assenza di un bomber di razza. Con Ceter vittima di una palese involuzione e in condizioni fisiche non delle migliori, Giannetti non ha ancora debuttato per infortunio, Odgaard talentuoso, ma ancora troppo acerbo. Allo stesso tempo, l’organico è rimasto extra large con 30 giocatori, che diventano difficili da gestire in una situazione del genere.
Grassadonia, dunque, prende il posto di Breda ed è il sesto allenatore degli ultimi tredici mesi ed è il terzo in questa stagione. «Ho grandissimi stimoli», ha detto il 48enne tecnico di Salerno appena ha messo piede nella sede del club biancazzurro. «Per me è una grande opportunità e ci sono tutti i margini per riprendersi da questo momento difficile e cercheremo di fare il massimo». L’entusiasmo è tanto, ovviamente, per un tecnico che torna in serie B dopo una breve “sosta” condita da una piccola parentesi a Catanzaro, in serie C, nella passata stagione. Amante del 4-3-3 di Zeman, che è stato suo allenatore a Foggia nel 1992-1993 quando lo fece debuttare in serie A, negli ultimi anni ha cambiato un po’ la sua filosofia tattica passando alla difesa a tre (3-5-2 e 3-4-3). Anche nella sua esperienza in Abruzzo potrebbe ripartire dal 3-5-2, magari coinvolgendo di più l’attaccante Cristian Galano e il centrocampista Massimiliano Busellato, due elementi che ha già avuto due anni fa a Foggia. Grassadonia ieri mattina ha firmato il contratto in sede, poi subito al Poggio degli Ulivi per il primo allenamento. «Dobbiamo invertire il trend negativo, ritrovando autostima e grande convinzione perché questa squadra ha valori importanti», ha sottolineato il terzo allenatore della stagione. «Farò il massimo per il Pescara», ma dovrà fare i conti con uno spogliatoio depresso dopo le ultime partite, una tifoseria a dir poco imbufalita con squadra e società, e con una posizione in classifica difficile. «La classifica non mi spaventa, ma bisogna lavorare e crederci perché la B è un campionato che non finisce mai. Bisogna ritrovare entusiasmo e convinzione, perché questa è una squadra che ha valori importanti», ha concluso il tecnico che ieri ha lavorato al Poggio degli Ulivi prima di rintanarsi in hotel per preparare al meglio i prossimi allenamenti e studiare il Frosinone, il prossimo avversario da sfidare venerdì in Ciociaria. Quella contro i laziali è la prima gara di una serie molto complicata, che prevede Lecce, Cittadella, Spal e Pordenone. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

