Esaltazione del collettivo con un gioco martellante

1 Novembre 2024

Cinque dei 18 gol nel finale. Nessuna prima donna: tutti dietro Baldini

PESCARA. Che nelle ultime stagioni giocate in serie C il Pescara non aveva mai fatto meglio di oggi è un dato assodato. Che il Pescara ha gli stessi punti del Catanzaro 2022-2023 all’undicesima giornata del girone C è un’ulteriore conferma dell’unicità del cammino biancazzaurro. Il Catanzaro di Vivarini che ha dominato la serie C è l’emblema della superpotenza della terza serie dei tempi recenti e ripercorrere le sue orme è motivo di orgoglio per questo Pescara. Per carità, squadre diverse. Quel Catanzaro era una corazzata che le partite le vinceva anche in goleada. Il Pescara di Baldini, invece, finora, ha conquistato nove vittorie, di cui solo una con un margine di vantaggio di due gol (a Lucca); le altre tutte di misura, anzi di “corto muso” come direbbe Max Allegri. E poi: in cinque delle 18 occasioni in cui ha segnato era passato il 75’. Insomma, fino alla fine, come il motto della Juve. Come è accaduto mercoledì contro il Pontedera. Addirittura in pieno recupero. Entusiasmo, tanto entusiasmo. Circoscritto, a quanto pare, alla tifoseria organizzata. La città è un po’ più tiepida: 5.554 paganti, tra botteghino e abbonati, contro il Pontedera per una squadra che è in testa dall’inizio del campionato. Beh, forse era lecito attendersi qualcosa in più. E arriverà - c’è da giurarlo - già contro il Sestri Levante. Due anni fa per un Pescara che inseguiva il Catanzaro c’erano tredicimila spettatori all’Adriatico-Cornacchia. Ecco perché magari il cassiere mercoledì ci sarà rimasto un po’ male. D’altronde la frattura - tra il presidente Sebastiani e la tifoseria e la città - era seria e larga. Serve tempo per ricucire. Lo stesso Pescara è un diesel: la squadra di Baldini non ha grandi solisti, vince grazie al collettivo. All’esaltazione del gruppo in cui il capitano Riccardo Brosco è il giocatore più utilizzato (966’) davanti a Pellacani e Plizzari. Un Pescara che martella l’avversario finché non cade. Un lavoro certosino ai fianchi svolto con grande forza mentale. Il gruppo prevale sul singolo. Un concetto insito in un’affermazione ribadita dal tecnico di Massa mercoledì sera nel dopo partita. Il suo modello è il centrocampista francese N’Golo Kantè, 33 anni, ex Chelsea e Paris Saint Germain, ora in Arabia Saudita. Campione d’Europa con il club e campione del mondo per nazioni. Uno che corre e si sacrifica per gli altri. Lavoro e umiltà, visto che le qualità tecniche non sono eccelse. È e sarà un Pescara operaio. Con equilibri delicati, in campo e fuori. Anche quello che può essere considerata una lacuna può rivelarsi una risorsa: che la piazza non sia soddisfatta di Vergani o Tonin non è un mistero. Ebbene, si tratta di una pedina fondamentale nello scacchiere di Baldini perché il centravanti gioca per la squadra ed è il primo difensore quando c’è da recuperare il pallone. Aggiungere un tassello nel mosaico a gennaio non sarà cosa facile. Non ci sono prime donne in squadra, ma un condottiero, Silvio Baldini, che detta regole e cammino. Nessuna polemica, a parte quella che il ds Pasquale Foggia ha cercato di innescare con il predecessore Daniele Delli Carri e che Sebastiani ha subito stoppato a Lucca: «Meglio stare zitti». Lui per primo ha scelto il basso profilo, scegliendo di lasciare la scena al frontman Baldini. Che la scena la sa tenere alla grande dall’alto della sua esperienza. Quattro punti di vantaggio sulla Torres, che potrebbero essere sette dal momento che la capolista deve recuperare la sfida contro il Milan Futuro il 21 novembre. Roba da non credere dopo la 12ª giornata. Nemmeno il cammino della squadra di Oddo era stato così trionfale nel 2016 nella stagione della promozione in serie A. Quello che Pescara sta vivendo è una magìa per dirla con il Baldini-pensiero. Inimmaginabile vederlo in testa alla classifica alla luce di quanto accaduto in estate dentro e fuori dal campo. Basti pensare anche all’eliminazione in coppa Italia, ad opera del Pineto, qualche giorno prima dell’esordio di Terni.