Ewan sfreccia a Pesaro Oggi l’attacco di Roglic

Lo sloveno favorito nella cronometro, punta ad avvicinare la maglia rosa
PESARO. La prima parte del 102° Giro d'Italia di ciclismo si conclude nel segno del maltempo, fra scrosci d'acqua, nuvole e temperature tutt'altro che primaverili. Da oggi si apre un'altra fase della corsa rosa: la inaugurerà una cronometro tanto dura quanto incerta, con un arrivo in salita a San Marino. La sfida contro il tempo di quasi 35 chilometri è un rebus inestricabile, anche alla luce dell'assenza dello specialista numero uno, l'olandese Tom Dumoulin. Ieri, intanto, il lungomare di Pesaro ha premiato lo sprint del canguro volante Caleb Ewan, che ha battuto nell'ordine Elia Viviani - partito ancora una volta tardi - e il tedescone Pascal Ackermann, già vincitore di due tappe e maglia ciclamino in carica.
«La determinazione e l’aiuto del team sono stati fondamentali per questo successo», ha detto l’australiano vincitore di tappa. «Abbiamo cercato una tappa per sette giorni e finalmente è arrivata questa vittoria», ha aggiunto il 24enne della Lotto-Soudal. Lo scatto dell'australiano è stato perentorio e ha messo la parola fine a una tappa scivolata via fra i 'muri’ delle Marche che hanno appesantito le gambe dei corridori, tenendoli sui tizzoni per il rischio cadute. I big sono rimasti al coperto, facendosi traghettare all'arrivo dai rispettivi gregari, ma soprattutto badando a non finire sull'asfalto, in alcuni tratti davvero viscidi.
I temuti rovesci non ci sono stati e Valerio Conti ha potuto conservare la maglia rosa. Il romano - salvo clamorosi e imprevisti crolli - dovrebbe indossarla anche oggi dopo la cronometro: il vantaggio di 5'24” su Primoz Roglic, di 5'59” su Simon Yates e di 6'03” su Vincenzo Nibali, gli permette di partire senza particolari patemi. Il 26enne del quartiere Prenestino sa infatti difendersi anche nelle sfide contro il tempo e finirà sicuramente per limitare i danni. Solo nei tapponi alpini o dolomitici vedrà vacillare il primato conquistato al termine della tappa di San Giovanni Rotondo. Roglic, che oggi è il favorito per il successo di tappa (ha già trionfato nella prima crono, a Bologna), ha ammesso che l'avversario più «temuto è se stesso». Lo sloveno oggi cercherà di riavvicinarsi al tetto della corsa con una prova convincente, facendo recapitare un altro messaggio alla concorrenza.
Simon Yates, memore del crollo di una anno fa, finora si è visto assai poco; ha scelto di pedalare in incognita, azzerando i rischi e creando i presupposti per un finale pirotecnico. Il Giro d'Italia è ancora troppo lungo per spremersi e lo stesso Vincenzo Nibali ha visto passare con sollievo i chilometri che lo separavano dalle tappe davvero pesanti, dove la corsa rosa si vince o si perde.
Il ritiro di Dumoulin dopo poche tappe, quelli di Alejandro Valverde ed Egal Bernal, prima ancora che la corsa partisse da Bologna, hanno ampliato il ventaglio dei pronosticabili per il successo finale e disegnato nuovi scenari in quanto a strategie e ambizioni.
Il podio sembrerebbe scontato, ma «dove non cresce più l'erba e l'ossigeno scarseggia», come diceva Ivan Basso, ovvero ad altissima quota, bisognerà fare i conti con il colombiano Miguel Angel Lopez e con la 'sua’ Astana. Non un team qualunque.
Gli orari di oggi. Il primo a scattare dalla pedana di è piazzale Roma, a Riccione, sarà il tedesco Nico Denz, alle 12,50, seguito 1' più tardi dal giapponese Sho Hatsuyama, rispettivamente ultimo e penultimo della classifica generale. Fino alle 15,13, cioè fino al via del lussemburghese Bob Jungels, partirà un corridore al minuto, dopodiché le partenze avranno una cadenza di 3'. Il colombiano Miguel Angel Lopez partirà alle 15,25, dopo di lui (alle 15,28) toccherà a Vincenzo Nibali, alle 15,31 al britannico Simon Yates e alle 15,40 allo sloveno Primoz Roglic. La maglia rosa Valerio Conti chiuderà le partenze alle 16,13.
Adolfo Fantaccini

