Federico: «Chiediamo scusa ai tifosi del Teramo»
Il direttore sportivo: «Dobbiamo riflettere sul secondo tempo della gara contro la Fermana. Palladini farà le sue valutazioni, vogliamo una reazione immediata»
TERAMO . Il momento, in casa Teramo, è molto delicato. Il crollo di Fermo ha lasciato il segno e si cerca la cura migliore per uscire dal tunnel. La società, nel tentativo di ritrovare un po' di serenità, ha indetto il silenzio stampa dei tesserati fino alla trasferta di sabato contro la Feralpi Salò. L'unico referente autorizzato a parlare con i giornalisti è il ds Sandro Federico. «Stiamo analizzando nei dettagli quanto è accaduto a Fermo», dice Federico, «perché questa squadra non può essere a due facce. Ci scusiamo con i tifosi per la prestazione del secondo tempo. Non dobbiamo perdere di vista le cose ottime fatte nel primo tempo, ma c'è anche da riflettere su quello che poi si è visto nella ripresa e che non era immaginabile. E' chiaro che per uscire da questa situazione il mister farà delle valutazioni di natura tattica, atletica e fisica, per individuare chi in questa fase ha magari bisogno di fare allenamenti diversi. Vogliamo una risposta già dalla gara di Salò. Continuiamo a credere nei valori di questo gruppo e che si possa raggiungere la salvezza. C'è il tempo per farlo, i ragazzi hanno la nostra fiducia. Qui nessuno sta sottovalutando questo campionato», puntualizza Federico, «e ne sono la dimostrazione il mercato di gennaio, il cambio di guida tecnica e del direttore sportivo».
Il patron Luciano Campitelli, dal canto suo, è entrato ieri nello spogliatoio del Bonolis per spronare i giocatori. Campitelli non ha voluto rilasciare dichiarazioni, ma ha annunciato che sabato sarà a Salò al seguito della squadra. Dopo lo sfogo della scorsa settimana e dopo aver detto di non volere più andare allo stadio a causa delle contestazioni ricevute dalla curva, Campitelli è dunque pronto a tornare sui suoi passi.
Comunicato degli ultrà. Il gruppo ultrà Sedici Gradoni risponde al presidente dopo le recenti polemiche. «Sentiamo il dovere di dire la nostra», si legge in un comunicato, «in seguito alle ultime esternazioni di Campitelli riguardo alla contestazione che portiamo avanti ormai da tempo nei suoi confronti. Le motivazioni della stessa, già ampiamente spiegate in precedenza, sono da ricercare nella poca chiarezza del suo operato negli ultimi anni. Partendo dagli arcinoti fatti di Savona, fino ad arrivare all'annuncio dello scorso anno con il quale, come se nulla fosse, si prospettava il ritorno del ds Di Giuseppe. Accettare in silenzio tutto questo sarebbe un'offesa alla nostra intelligenza. In cambio poi di cosa? Di garanzie economiche per il futuro del Teramo? Se abbiamo deciso di tornare a parlare è perchè la classica pratica del piagnisteo non fa presagire nulla di buono. Siccome già in passato chi l'ha preceduto (Romano Malavolta jr, ndc) cercava di cavalcare una contestazione personale, oggi come allora legittima, per mascherare problemi societari di altra natura. Quello che è sempre stato prioritario per noi non sono i risultati sportivi, che per quanto gratificanti sono passeggeri, ma la qualità umana degli uomini che hanno l'onore di rappresentare il Teramo. E questo signore (Campitelli, ndc)», conclude la nota, «non ha fatto altro, in questi anni, che dimostrare la sua pochezza umana, indipendentemente dai risultati che ha conseguito o conseguirà in futuro».
Gaetano Lombardino
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