Finisce l’era Berlusconi, il Milan è cinese

14 Aprile 2017

L’ex patron: «Lascio un club che con noi è diventato un modello nel calcio. Sarò per sempre il primo tifoso rossonero»

MILANO. «Ora costruiamo il futuro. Passo dopo passo torneremo sul tetto del mondo». Li Yonghong apre la nuova era del Milan promettendo il ritorno ai livelli gloriosi garantiti fino a qualche anno fa da Silvio Berlusconi. Le ambizioni del nuovo proprietario rossonero saranno subito testate dalle prime mosse, dai rinnovi di contratto dei vari Donnarumma, Suso e Montella. Intanto, con una nota, l'investitore cinese ha voluto ringraziare Berlusconi e la Fininvest per la fiducia e i tifosi per la pazienza, prima del brindisi a cena ad Arcore, con Barbara Berlusconi, Adriano Galliani e i due manager di Fininvest che si sono occupati del dossier, l'ad Danilo Pellegrino, e il responsabile business development, Alessandro Franzosi. L'intricata trattativa si è conclusa ieri (dopo 8 mesi e due rinvii per mancanza di fondi) attorno alle 14: arrivato il pagamento dell'ultima tranche, Pellegrino, davanti al notaio Ridella ha siglato il documento per la cessione del 99,93% delle azioni del club a Rossoneri Sport Investment Lux, la società veicolo lussemburghese di Li. A quel punto, dopo quattro ore, si è finalmente sciolta la tensione all'interno dello studio legale Gianni, Origoni, Grippo, Cappelli & Partners.

Le cifre dell’affare: valutazione complessiva di 740 milioni di euro, inclusi 220 di debiti, e 90 milioni di euro di rimborso a Fininvest per le spese nel periodo di interregno. In tutto Berlusconi ha investito nel Milan oltre un miliardo. «Lascio oggi, dopo più di trent'anni, la titolarità e la carica di presidente del Milan. Lo faccio con dolore e commozione, ma con la consapevolezza che il calcio moderno, per competere ai massimi livelli europei e mondiali, necessita di investimenti e risorse che una singola famiglia non è più in grado di sostenere», ha dichiarato l'ex premier, assicurando che rimarrà «sempre il primo tifoso del Milan» e precisando che lascerà «ogni carica operativa e rappresentativa». Non accetterà la presidenza onoraria. Berlusconi ha ringraziato i tifosi e rivolto «un abbraccio collettivo a tutti coloro hanno fatto del Milan non solo una squadra, ma una società modello nel mondo del calcio». Soprattutto Galliani, «che del nostro Milan è stato l'infaticabile costruttore e motore». Oltre a Galliani, lascia il Milan anche il diesse Rocco Maiorino.

Da Arrigo Sacchi a Carlo Ancelotti, da Marco Van Basten e Paolo Maldini: in 31 anni di presidenza Berlusconi, il Milan ha vissuto alcune delle pagine di storia più belle della sua storia. Tutto ha inizio il 20 febbraio 1986. Nel giro di due anni sotto la guida prima di Nils Liedholm e poi di Arrigo Sacchi, il Milan si trasforma: con la crescita del gruppo italiano dei vari Baresi, Tassotti, Maldini e l’arrivo del tre olandesi Van Basten, Gullit e Rijkaard i rossoneri diventano una macchina perfetta capace di dominare in Italia e in Europa. Sotto la gestione Berlusconi il Milan si è laureato 8 volte campione d’Italia, 5 volte campione d’Europa e 3 volte campione del Mondo; ha vinto inoltre 7 Supercoppe italiane e 5 europee nonché una Coppa Italia, per un totale di 29 trofei ufficiali in 31 anni, eguagliando il record di Santiago Bernabéu. Domani alle 12,30 c’è Inter-Milan: sarà il primo derby cinese.